la reazione
Valerio Antonini: «Atteggiamento mafioso» del comune dopo il blitz al Palashark, annunciati ricorsi e denunce
Il comune di Trapani ha cambiato le serrature del palazzetto dello sport senza verbali. Si profila una lunga battaglia legale
Valerio Antonini, patron della ormai ex squadra di basket di serie A e del Trapani calcio, definisce «atteggiamento mafioso» la procedura utilizzata dal Comune per cambiare le serrature del palazzetto dello sport. Antonini parla di «appropriazione indebita» e auspica un immediato intervento della Procura. «Dei fabbri hanno scavalcato il cancello del Palashark senza chiedere le chiavi alla proprietà e cambiato tutte le serrature senza fare alcun verbale. Una cosa incredibile – aggiunge – che può succedere solo quando si ha di fronte qualcuno che ha atteggiamenti mafiosi. Stiamo facendo le opportune denunce, sia nei confronti del sindaco Giacomo Tranchida e del dirigente Orazio Amenta, sia della ditta che intervenuta senza alcuna autorizzazione». Il Comune ora è tornato in possesso del palazzetto, sancendo la fine del rapporto con la Trapani Shark, risalente al 2023 e ufficialmente decaduta.
«Sono stati commessi una serie di reati perché dentro l'impianto ci sono beni di proprietà della SportInvest - continua Antonini - che erano in custodia del Comune. Ritengo si tratti di appropriazione indebita e indebito arricchimento». Antonini ricorda inoltre che proprio ieri pomeriggio c'erano gli allenamenti del settore giovanile, e che mercoledì 11 febbraio è in programma una partita ufficiale: «Quella messa in atto è una truffa vera e propria di cui si dovrà rispondere nelle sedi penali. Ci rivolgeremo al Tar per riavere indietro quello che ci è stato barbaramente tolto, violando le norme amministrative previste in casi di questo tipo».
L'imprenditore romano richiama anche la morosità nei pagamenti che gli viene contestata: «È la famosa bolletta della luce, quella per cui abbiamo presentato denuncia penale perché era un falso, sulla base del fatto che eravamo diventati srl, trascurando che poi siamo tornati a essere società dilettantistica. Trapani esce da questa situazione distrutta come immagine di credibilità nei confronti del sistema nazionale, del sistema sportivo, dell'imprenditoria».
