Il caso
Caos in circonvallazione, parla il tecnico che pensò l'abbattimento del ponte: «Progetto rimasto incompleto»
L'ingegnere Tuccio D'Urso non ci sta alle polemiche di queste ore: «Avevo previsto 25 anni fa un sottopasso e un secondo torna indietro. Per questo ora il traffico è ingovernabile». Il ponte Gioeni fu poi abbattuto nel 2013
Il caos di ieri in circonvallazione a Catania ha un chiaro responsabile, dati alla mano: il torna indietro su viale Odorico da Pordenone che ha "sostituito" ormai dal 2013 il ponte del Tondo Gioeni. La struttura, secondo l'analisi fatta dai ricercatori del Laboratorio di Mobilità sostenibile dell'Università di Catania - i docenti Vincenza Torrisi e Pierfrancesco Leonardi - e riportata oggi da "La Sicilia", spiega perché basti una piccola anomalia può far andare in tilt tutto il sistema viario non solo della città, ma dell'intero hinterland. Il ponte permetteva di "non far incrociare i flussi". Un accorgimento che non ha a che fare con gli ectoplasmi dei Ghostbusters ma con le auto, che in quel tratto sono circa 50 mila ogni giorno.
Ma dopo aver letto l'analisi l'ingegnere Tuccio D'Urso, che negli anni della sindacatura di Umberto Scapagnini fu il tecnico delegato non solo alla gestione dei "poteri speciali" dati dal governo nazionale per il traffico, ma anche all'abbattimento dei ponti di Ognina e del Tondo Gioeni. L'opera fu pori ripresa, e portata a termine con le modifiche attuali, durante la sindacatura di Enzo Bianco, appunto nel 2013. Ma D'Urso non ci sta a far passare quel progetto come fallimentare. Il problema, come del resto sottolineato anche da Torrisi e Leonardi, «è che il progetto è incompleto», spiega a "La Sicilia".
Un altro torna indietro doveva essere realizzato all'incrocio tra viale Odorico da Pordenone e via Battista Grassi, a pochi metri dal Tondo Gioeni. Non fu mai fatto «anche perché doveva prendere parte di terreni privati attigui alla chiesa Nostra signora di Lourdes». Il modello «doveva ricalcare quanto fatto a Ognina, ma più in grande: un "rondò" molto ampio che parte dal Tondo Gioeni e termina appunto all'incrocio con via Grassi. Sarebbe stato a doppia corsia e avrebbe consentito di regolare il flusso delle auto che procedendo in direzione Ognina vogliono andare a Nesima».

Il progetto originario di D'Urso per l'area del Tondo Gioeni post abbattimento ponte
Per completare l'opera manca poi un altro accorgimento, ovvero «un sottopasso che da via Caronda porta su via Battista Grassi» spiega D'Urso. Il tratto di strada attualmente non permette infatti l'immissione in circonvallazione da via Caronda, ma solo in direzione opposta. «Sono 25 anni che lo ripeto: se non si realizza il secondo torna indietro la rotatoria non può funzionare», conclude.
