L'IMPIANTO
Pergusa, l'autodromo non muore: la Pirelli lo salva (per ora)
Il contratto con il colosso degli pneumatici garantisce il futuro del circuito fino al 2026, ma la politica è in stallo
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Un “de profundis” sul Consorzio Ente Autodromo di Pergusa, così come il futuro del circuito e quello dei dipendenti, non è segnato. Tutto dipenderà da ciò che la politica vorrà fare.
Dopo il fallito tentativo di revocare la liquidazione del Consorzio Ente Autodromo con la proposta di delibera che si è arenata in consiglio comunale dove le opposizioni non sono riuscite a raggiungere i voti necessari, le acque non si sono di certo calmate. La maggioranza di governo è tornata ad attaccare sostenendo che «il Pd può provare a manipolare il racconto, ma i fatti sono scolpiti nella data del 30 luglio 2024. È lì che l’Autodromo è stato condannato».
Quel giorno, infatti, l'opposizione in consiglio comunale bocciò la proposta del sindaco Maurizio Dipietro di prorogare lo Statuto di un anno, il tempo necessario per aggiornare lo Statuto. Opposizione che poi presentò una propria proposta di nuovo ente ma che fu bocciata dalla Regione perché non si poteva creare un nuovo Consorzio.
Oggi dalla maggioranza dicono che «la delibera di revoca proposta dal Pd e portata in aula dal Presidente Gargaglione - che dovrebbe essere il garante della legittimità degli atti - non era votabile, perché accompagnata da quattro pareri tecnici negativi, chiari e motivati» e accusano i consiglieri Paolo Gargaglione, Dario Cardaci, Salvatore Cappa, Mirko Andolina, Tiziana Arena, Marco Greco, Stefania Fazzi, Gaetano Fazzi, Serafino Torregrossa, Giuseppe Trovato, Michele Baldi, Giusy Macaluso ed Emilia Lo Giudice.
Un paracadute di sicurezza per l'autodromo potrebbe oggi essere la Pirelli. Sotto la presidenza di Mario Sgrò, insediatosi nel 2016, il Consorzio Ente Autodromo stipula (e ratificata dai tre soci) nel 2018 una partnership con il colosso degli pneumatici che rifà il look del circuito, investe e si garantisce l'utilizzo esclusivo della pista 120 giorni l'anno per attività di sviluppo e testing di pneumatici per otto anni e con la possibilità di rinnovare per ulteriori 4 anni. Come evidenziato dal direttore del Consorzio ente autodromo, Viviana Fonte, questa data dà la certezza di esistenza in vita dell'autodromo. Una sicurezza anche per i dipendenti del Consorzio che, oggi, non rischiano il posto di lavoro. Anche perché se la politica riuscirà a creare un nuovo ente il personale traghetterà lì.
Quello con la Pirelli, però, non è stato l'unico accordo perché nel giugno 2024, un mese prima che il Consiglio comunale a maggioranza bocciasse la proroga, viene sottoscritto da Sgrò, dal presidente della Regione e dal Generale della Legione Carabinieri di Sicilia il rinnovo della convenzione che sarebbe partita da lì a poco e fino al 2027 per un utilizzo di 56 giorni. Questi due accordi erano presenti nella delibera di proroga statutaria del 2024 e quindi di pubblica conoscenza. Per il 2025, inoltre era stato programmato con Aci Sport anche una prova del Campionato italiano di Formula 4.
Ritornando ai fatti attuali. Nella giornata di oggi si è diffusa la voce secondo cui la delibera non passata in consiglio comunale potrebbe tornare in aula per essere votata. Detto che permangono i 4 pareri negativi (tecnico, contabile, dei Revisori dei Conti e del Segretario Comunale di Enna), la strada non è giuridicamente percorribile poiché non ci sono intervenuti fatti nuovi di interesse pubblico. L'autodromo, è ormai opinione diffusa, sarà tema di campagna elettorale ad Enna dove si andrà al voto il prossimo mese di maggio. Alcuni protagonisti l'hanno candidamente, e con qualche giro di parola, ammesso.
Sul tema si è espresso anche Filippo Fiammetta, ad oggi l'unico candidato, civivo, a sindaco. «Il definitivo tramonto del Consorzio Autodromo di Pergusa, consumatosi ieri in Consiglio Comunale, segna una rinuncia storica del Comune di Enna alla propria sovranità sul territorio» dicono da Coordinamento Civico per Enna che parla di vuoto di potere che «sta favorendo un passaggio di consegne verso l’Università, individuata come l'unico soggetto rimasto con capacità economica e progettuale. Tale scenario pone però un interrogativo fondamentale: questo nuovo assetto sarà realmente orientato al bene comune dei cittadini o risponderà prioritariamente a logiche di prestigio e sviluppo interno dell’istituzione accademica?». Nulla contro l'ateneo: «Il nostro non è un pregiudizio contro l’Università» ma è un problema di natura democratica «è sano che la politica abdichi totalmente alla gestione di un bene collettivo come Pergusa, delegandolo a un ente che, per finalità istituzionali, segue dinamiche diverse da quelle dell'amministrazione civica?». La parola fine sull'autodromo, insomma, è ben lontana dall'essere scritta e presto sono attese novità.

