16 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:25
×

l'intervento

Palermo e Catania nella top 3 delle città con più traffico. Cgil: «Risultato figlio di un sistema infrastrutturale incompleto»

Sulla Tangenziale di Catania nelle ore di punta si superano i 40.000 veicoli per direzione. L'elenco delle opere da realizzare è ancora lungo

16 Febbraio 2026, 16:06

Palermo e Catania nella top 3 delle città con più traffico. Cgil: «Risultato figlio di un sistema infrastrutturale incompleto»

Seguici su

Code infinite, velocità ridotte all’osso e decine di ore bruciate ogni anno negli ingorghi: è il ritratto impietoso della viabilità tracciato dalla Fillea Cgil Sicilia, secondo cui “questa situazione, in Sicilia, assuma un significato ancora più profondo e strutturale rispetto al resto d’Italia”, con effetti tangibili su qualità della vita, salute pubblica e produttività economica.

Il Traffic Index 2025, pubblicato a gennaio 2026, colloca Palermo al primo posto tra le città italiane più congestionate, mentre Catania si piazza terza. “La conferma di un deficit infrastrutturale che da decenni penalizza l’Isola – afferma Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia –. A Palermo il livello medio di congestione ha raggiunto il 51,3%. Nelle ore di punta mattutine si arriva all’83,8%, con una velocità media di 22 chilometri orari. Ogni automobilista perde in media 98 ore all’anno nel traffico.

E Catania non è da meno: “103 ore perse ogni anno, un livello di congestione del 47,1% e una rete che, pur mostrando lievi miglioramenti percentuali, resta strutturalmente in affanno”.

Per Pistorio, le criticità non dipendono soltanto dall’eccesso di veicoli, ma da “un sistema infrastrutturale incompleto e squilibrato”. A Catania la tangenziale, lunga 24 chilometri, è l’asse cardine dell’intera rete regionale: connette A18, A19 e la Catania–Siracusa, ed è “l’unico corridoio continuo tra il Nord e il Sud dell’Isola e tra le due aree metropolitane più industrializzate”. Eppure opera stabilmente oltre la capacità di progetto, con livelli di servizio classificabili tra E ed F; nelle punte si superano i 40.000 veicoli per direzione, con il 14% di mezzi pesanti. Il nodo di San Gregorio è “un punto di conflitto permanente”.

Palermo – prosegue Pistorio – soffre l’assenza di un attraversamento moderno e di un sistema integrato per alleggerire la pressione sul centro urbano”. La Sicilia paga inoltre il ritardo su opere strategiche: il asse Nord–Sud fra Santo Stefano di Camastra e Gela; la Modica–Gela, cruciale per completare la Siracusa–Gela e valorizzare il porto gelese; la nuova tangenziale di Catania.

Senza questi interventi, il traffico locale diventa lo sfogo di inefficienze territoriali, con ricadute in termini di produttività, costi per le imprese, consumi di carburante, emissioni di CO₂ e polveri sottili, oltre a stress per lavoratori e famiglie. “Non è solo un problema di mobilità ma di competitività e di diritto alla qualità della vita”.