17 febbraio 2026 - Aggiornato alle 09:28
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Il processo a Catania

Violentarono e sequestrarono due turiste ungheresi: chiesta la condanna per i tre imputati

Ieri la requisitoria del pm. I tre ventenni si difendono e citano la presenza di un video

17 Febbraio 2026, 05:00

Violenza

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In un primo momento hanno aiutato due turiste ungheresi che avevano bisogno di un passaggio fino al loro Bed&Breakfast, ma poi tre giovani marocchini invece di accompagnarle in hotel le hanno portate in auto in un luogo di campagna a Paternò per abusare di loro. E prima le avrebbero costretto ad assumere droga. Le due ragazze sono riuscite a contattare le altre amiche che erano rimaste in un locale della Plaia di Catania raccontando quello che stavano subendo.

I poliziotti, grazie anche alla geolocalizzazione del cellulare, hanno arrestato i tre uomini di 21, 22 e 23 anni con l’accusa di violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona

Ieri si è svolta l’udienza preliminare per Achab Marwan, difeso dall’avvocato Sergio Gianninò, Barchan Soufian e Maarof Hanza, difesi dall’avvocato Giuseppe Lombardo, che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Le due vittime, rappresentate da un legale, si sono costituite parte civile nel processo.

Il pm ha chiesto, al termine della requisitoria in cui ha ricostruito quanto emerso dalle dichiarazioni delle due turiste abusate e dalle amiche che hanno raccolto l’Sos delle vittime, la condanna dei tre ventenni, che sono sottoposti attualmente a misura cautelare in carcere. La pm ha chiesto di condannare a 7 anni e 4 mesi due degli imputati accusati di violenza e sequestro. La richiesta è di 7 anni e 6 mesi per il marocchino che, secondo la tesi della procura, avrebbe portato la droga in macchina allo scopo di far “sballare” le due ragazze.

Alcuni imputati, ieri, hanno chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee fornendo la loro versione dei fatti su quanto accaduto la sera di fine agosto. La scelta di andare a Paternò, dove i marocchini svolgevano attività di braccianti agricoli, sarebbe frutto di una scelta condivisa. Ricostruzione assolutamente smentita dalle ungheresi, che hanno sempre parlato di imposizione. I giovani hanno anche parlato di un video che mostrerebbe momenti di convivialità con le turiste. Ma questo filmato è emerso solo dopo aver formalizzato la richiesta di rito abbreviato. E quindi non fa parte del fascicolo del processo.

Si torna in aula il 15 giugno per le arringhe difensive.