il vulcano
Foto di Etna Travel Service
Lunedì le società che portano i turisti in fuoristrada per le escursioni a Etna Nord inizieranno la pulizia della pista che da Piano Provenzana arriva a quota 3mila, sommersa dalla neve. Non è una novità, succede ogni anno in questo periodo. Ma è una notizia, perché fino a pochi giorni fa il rischio concreto era di non poterlo fare per via di un'autorizzazione ambientale mancante a causa delle lungaggini burocratiche che troppo spesso paralizzano il Parco dell'Etna.
Stavolta però, le lettere degli avvocati e il dialogo hanno avuto la meglio: così, in attesa che il parere faccia il suo corso, è stata concessa una deroga. I privati potranno, cioè, lavorare alla manutenzione della pista da subito. Dettaglio fondamentale perché, vista tutta la neve caduta nell'ultimo mese, ci vorrà circa un mese per portare il sentiero in condizioni sufficienti per far passare i mezzi. E dare il via libera alle escursioni in quota. A patto che nel frattempo l'ente Parco completi l'iter sulla Vinca, la Valutazione di incidenza ambientale.
Per quasi 50 anni le escursioni sulla pista che conduce all'Osservatorio astronomico sono state in mano a un solo soggetto privato, la società Star. Dopo una lunga battaglia e l'intervento dell'Antitrust, i Comuni titolari del sentiero - Linguaglossa e Castiglione - hanno aperto al libero mercato. Le ultime gare per la durata di nove anni sono state bandite nel 2024 da Castiglione e nel 2022 da Linguaglossa.
Le ditte che si sono aggiudicate le concessioni ricevono comunque annualmente l'autorizzazione all'attività da parte del Parco, che deve verificare semplicemente il mantenimento dei requisiti dei privati. Per il 2026, però, nonostante i solleciti già a partire dallo scorso ottobre, il via libera non è arrivato, perché a fine aprile scadrà la Vinca, la valutazione di incidenza ambientale ottenuta nel 2021 e che, a differenza della concessione, ha durata quinquennale.
I privati, consapevoli della lentezza della burocrazia, hanno provato ad anticipare i tempi, chiedendo già in autunno il rinnovo. Ma il Parco, che da poco ha cambiato guida con l'avvento alla presidenza del meloniano Massimiliano Giammusso, ha aperto il dossier solo a febbraio. Da qui le lettere all'ente, sottolineando i danni economici che avrebbero sofferto le società in caso di mancato inizio delle escursioni in primavera. Il caso è arrivato anche in Parlamento, con l'interpellanza del deputato del Pd Anthony Barbagallo che ha messo in fila tutti i problemi riscontrati sul vulcano negli ultimi mesi.
Il pressing ha avuto l'esito sperato. Il dialogo tra i privati e il parco - in particolare con il direttore Giuseppe Battaglia, che è anche dirigente generale del dipartimento Urbanistica dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente - ha sbloccato l'impasse. L'ente ha dato il via libera alle ditte per iniziare la pulizia del sentiero, senza che la Vinca sia stata ancora approvata.
L'iter per la valutazione ambientale è infatti ancora in itinere. Il Comune di Linguaglossa ha da poco presentato la valutazione al Parco, adesso verrà pubblicata e dovrebbero passare 30 giorni per eventuali osservazioni. Poi sarà il comitato tecnico scientifico del Parco a esprimere il parere definitivo. Bene che vada l'iter si concluderà non prima di metà aprile. La speranza di chi lavora a Etna Nord è che non si vada oltre.
Copyright © 2025 • La Sicilia Investimenti S.p.A. • P.I. 03133580872 • All rights reserved• Powered by GMDE srl