Messina
Il femminicida Bonfiglio resta in carcere. Il gip: «Volontà di prevaricazione, controllo, possesso e dominio»
L'uomo è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza. Una volta raggiunto dai poliziotti, ha subito confessato
Resta in carcere Santino Bonfiglio, il sessantasettenne che lunedì scorso ha accoltellato Daniela Zinnanti nella sua abitazione di via Lombardia a Messina.
Il gip Alessia Smedile, nell’ordinanza di custodia cautelare che dispone la misura cautelare in carcere per il 67enne, sottolinea che l’uomo - «animato dalla volontà di prevaricazione, nonché controllo, possesso, dominio» - si era recato a casa della ex «portando con sé un’arma da punta e taglio, precedentemente prelevata dalla propria abitazione» e ha accoltellato fino alla morte la vittima. Un delitto aggravato quindi dalla premeditazione e anche dai futili motivi legati alla gelosia nutrita nei confronti di Daniela.
Nell’ordinanza che dispone la detenzione in carcere, per Bonfiglio emergono anche alcune particolari del rinvenimento del corpo della cinquantenne. Era all’interno della camera da letto riversa per terra, immersa in una pozza di sangue. A trovare la donna è stata la figlia, che insieme ad un’amica era andata a sincerarsi delle condizioni della madre, non avendo più sue notizie dalla sera precedente.
Grazie all’esame di un impianto di videosorveglianza privato che si trova al primo piano della palazzina dove abitava la vittima, è stato possibile agli investigatori della squadra mobile individuare la presenza di un uomo che usciva dal portone intorno alle 23 del 9 marzo. Indossava un giubbotto e scarpe di colore scuro e pantaloni di colore più chiaro. Le immagini della telecamera posta sul balcone che inquadrava il portone d’ingresso hanno così permesso di identificare Bonfiglio, volto già noto proprio per i precedenti giudiziari riportati per le aggressioni nei confronti della cinquantenne. Le immagini hanno inoltre consentito di evidenziare che «impugnava nella mano destra un oggetto che rifletteva la luce e che sembrava compatibile, per forma e modalità di impugnatura con un coltello».
I poliziotti sono quindi andati a bussare alla porta del 67enne e lo hanno accompagnato in questura dove ha subito confessato il delitto alla presenza del suo difensore di fiducia. Ha quindi raccontato la sua versione dei fatti ricostruendo la relazione tra i due. Una versione che Daniela però non potrà confermare né smentire, perché lui l’ha uccisa.
