I LAVORI
Sgombero di Palestra Lupo e la città a un bivio: «Bisogna creare un "hub" sociale per la città, proponiamo l'ex Cgil»
Il cantiere dei Piani urbani integrati riaccende il dibattito sull'assenza di spazi per le associazioni nel capoluogo etneo. Le prime proposte per l'amministrazione
La domanda che ormai tutti si pongono è: per Palestra Lupo ci sarà uno sgombero eclatante come fu per il Centro sociale Auro (ordinato nel settembre 2021 dall'allora sindaco Salvo Pogliese) oppure si riuscirà a risolvere pacificamente per il rilascio della struttura? La notizia data ieri da questo giornale sull'avvio del cantiere Pui (Piano urbano integrato) in piazza Lupo ha anche riaperto il dibattito spesso rinviato in città che riguarda la mancanza di veri spazi pubblici sociali, culturali e che siano fruibili gratuitamente.
Palestra Lupo, che dovrà essere demolita, è una ex Autostazione occupata ormai da 15 anni (si era sotto la sindacatura di Raffaele Stancanelli), ribattezzata Laboratorio Urbano Popolare Occupato. La demolizione «prevista dal 2024, era rimasta in stallo e oggi resa operativa anche alla luce di quanto emerso in consiglio comunale», precisa Pier Maria Capuana, capogruppo di Forza Italia.
«Sull'avvio effettivo del Pui non ci ha contattato nessuno, né è arrivato alcun invito a tavoli di concertazione da parte del Comune – precisa Matteo Iannitti, presidente dell’Arci di Catania – e, vista la storia recente dei cantieri cittadini, neanche si ha la certezza sul rispetto delle tempistiche dei lavori. Non è un segreto che l’Arci abbia sempre sostenuto Palestra Lupo fin dalla sua occupazione, operazione a cui avevo e avevamo pure partecipato. Così come non è un segreto il fatto che almeno tre quarti delle associazioni che hanno dato un contributo al recente dossier per Catania Capitale della Cultura frequentino o organizzino eventi alla Lupo. Come Arci avevamo seguito tutte le riunioni sui Piani urbani integrati dimostrando disponibilità e proponendo spazi alternativi per garantire il proseguimento delle attività svolte alla Lupo durante tutto il periodo della durata del cantiere e indicando siti alternativi, dall'ex Convento Crociferi ormai blindato e dove non è mai partito il Museo Egizio, all'area della Fondazione Ursino Recupero, tra l'altro vincolata ad attività culturali, vincoli che il Comune deve rispettare. Il risultato? Porte chiuse in faccia.»
«Dentro Palestra Lupo – precisa Iannitti – ci sono beni straordinari, che vanno preservati: dall'intero patrimonio cartaceo della ex Libreria popolare Mangiacarte di via dei Gesuiti a strumenti musicali, ad attrezzature per i tanti laboratori artistici e culturali offerti, la forzatura del Piani urbani interromperà di fatto le attività sociali e culturali lì svolte. Come preservare tutto ciò? La proposta, non solo nostra e non da oggi, è la creazione in città di un “Hub culturale” per tutte le associazioni. Vi anticipiamo una proposta concreta che avanzeremo all'indomani del rilascio del trasferimento della Cgil da via Crociferi, cioè che l'Hub socio-culturale prenda vita proprio lì.»
Di “Hub culturale” si era parlato già a marzo 2021, con sindaco Salvo Pogliese e assessore all'Urbanistica l'attuale primo cittadino Enrico Trantino, diversi mesi prima dello sgombero del centro sociale Auro, la «struttura in via Madonna del Rosario su cui non è ancora stato mosso un dito», fa notare Iannitti. «Allora con il Comune si erano riunite 40 associazioni – ricorda Francesco Mannino, presidente di Officine culturali - l'idea era trovare il percorso condiviso per riconvertire edifici dismessi nel centro storico per uso culturale e sociale. Non ha avuto seguito, ed è una storia che si ripete da tanti, troppi anni. Eppure in città ci sono diverse associazioni, tra quelle che parteciparono nel 2021, che ancora cercano una sede, cito ad esempio l'associazione Musicale Etnea di Biagio Guerrera e Officina SocialMeccanica con il suo Teatro sociale».
Mannino, che non nega di aver preso parte a storiche occupazioni in città , per esempio quella dell’Experia, è netto: «Con il senno di poi oggi non occuperei uno spazio, sposterei lo sguardo sulle legittime ragioni che portano a questo tipo di scelta: il fortissimo bisogno di spazi aggregativi pubblici e gratuiti. Sgombereranno la Lupo? Il problema resterà, comunque».
