English Version Translated by Ai
24 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:18
×

il caso

I costi e l'appalto del Ponte, così Ciucci in Senato difende l'opera: «Il progetto va avanti»

Audizione dell'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci che ha risposto ai rilievi del presidente Anac

24 Marzo 2026, 16:16

16:20

I costi e l'appalto del Ponte, così Ciucci in Senato difende l'opera «Il progetto va avanti»

Seguici su

Il cronoprogramma per il Ponte sullo Stretto di Messina prende forma con sempre maggiore precisione, delineando un percorso chiaro verso la apertura dei cantieri. A definire la tabella di marcia e a fugare i dubbi su costi e presunti contrasti con l'Unione europea è stato l'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, durante un'audizione decisiva davanti alla Commissione Ambiente del Senato, convocata per esaminare il ddl "Commissari straordinari e concessioni", che include disposizioni specifiche sull'opera.

Le tempistiche, scandite dallo stesso Ciucci, sono nette: “Considerate le procedure previste dal Decreto legge in esame e le attività già svolte e in corso, si ritiene che l'iter approvativo possa essere completato entro la fine dell'estate 2026”. Il completamento di questa fase, ha aggiunto l'a.d. rivolgendosi ai senatori, permetterà di avviare la fase realizzativa nell'ultimo trimestre dell'anno. Un'indicazione temporale che fissa il perimetro per l'inizio effettivo dei lavori.

Sul versante istituzionale e comunitario, Ciucci ha sottolineato l'intenso lavoro in corso. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), con il supporto della società, ha già richiesto i pareri vincolanti al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e all'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), avviando al contempo la definizione del nuovo Accordo di Programma da sottoporre alla Corte dei conti. Parallelamente, è stato mantenuto un costante confronto con Bruxelles in merito al rispetto delle direttive Habitat e Appalti. Proprio questo mese, il Mit e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) hanno trasmesso alla Direzione Generale Ambiente e alla Direzione Generale Mercato Interno della Commissione europea tutta la documentazione richiesta. Per smentire le voci su eventuali veti comunitari, Ciucci ha ribadito: “Come è stato precisato dai funzionari della Commissione, non sussiste alcuna procedura d'infrazione per il Ponte”.

Capitolo costi. Interpellato sull'incremento del riconoscimento economico al Contraente generale — passato dai 3,9 miliardi del 2006 ai 6,7 miliardi del 2011, fino agli attuali 10,5 miliardi — l'amministratore delegato ha escluso che gli adeguamenti siano dovuti a modifiche occulte del progetto. L'aumento, ha spiegato, è “il risultato, pressoché esclusivamente, dell'applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzi” per far fronte all'alta inflazione che negli ultimi anni ha investito l'intero comparto delle grandi opere. Quanto alle eventuali varianti, Ciucci ha chiarito che le uniche modifiche sostanziali — “in ogni caso rientrerebbero nel limite del 50%” previsto dalla direttiva europea sugli appalti — riguardano il tracciato ferroviario e le tre stazioni. Si tratta, ha precisato, di adeguamenti alla viabilità richiesti dall'amministrazione comunale di Messina e già recepiti nel progetto definitivo fin dal 2011.