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27 marzo 2026 - Aggiornato alle 04:17
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il racconto

Incendio al Cannizzaro, chi è l'uomo della security che ha "limitato" il fumo e le fiamme

L'intervento nei primissimi minuti con alcuni pazienti messi al sicuro e il rogo domato

26 Marzo 2026, 21:09

21:11

Incendio al Canizzaro, chi è l'uomo della security che ha "limitato"  il fumo e le fiamme

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Un istinto affinato sul campo, più che appreso sui manuali, ha evitato che un principio di incendio degenerasse in tragedia all’ospedale Cannizzaro. Intorno alle 14.30, al settimo piano della struttura, nel delicatissimo reparto Grandi Ustioni, un rogo improvviso ha generato panico e fumo denso.

Prima ancora dell’arrivo dei soccorsi, a prendere in mano la situazione è stato Dridi Forese, attuale direttore dell’istituto di vigilanza privata "La Security service vigilanza" di Acireale. Lui è una vecchia conoscenza delle cronache: è un professionista abituato a contesti ad alto rischio, con trascorsi nell’intelligence e attività come contractor in aree pericolose. Era ad esempio nello stesso scenario iracheno in cui, anni fa, trovò la morte Fabrizio Quattrocchi; circostanza nella quale però Forese riuscì a evitare la cattura.

Forese in questa occasione affiancato da una delle sue guardie giurate, ha raggiunto il piano invaso dalle esalazioni e, con grande decisione, ha avviato un intervento mirato. Con l’aiuto di un manutentore e di un addetto alle pulizie, ha localizzato in tempi rapidissimi il focolaio all’interno di uno sgabuzzino, riuscendo a contenerlo prima che le fiamme si propagassero oltre.

E' stato lui nei primi concitati momenti ad organizzare il trasferimento di due pazienti barellati, che, assistiti dal personale infermieristico, sono stati messi in salvo dietro una zona protetta da porte tagliafuoco, riducendo al minimo il rischio di intossicazione. Quando le sirene di polizia e vigili del fuoco hanno annunciato l’arrivo delle squadre di soccorso, la situazione era ormai in larga parte sotto controllo. Forese si è poi allontanato senza rilasciare dichiarazioni. Dridi, pugliese ma ormai da anni catanese d'adozione, ha abbandonato le avventure nelle aree pericolose ed è oggi impegnato nella vigilanza privata in Sicilia.