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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:29
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cultura e corruzione

Agrigento, l'inchiesta "Eventopoli" si allarga: portati via documenti su eventi svolti dal 2021

Voluminoso sequestro di atti, verifiche anche su altre manifestazioni finanziate dall’assessorato al Turismo dove il deputato di Fdi Pisano era di casa

01 Aprile 2026, 11:18

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Agrigento, l'inchiesta "Eventopoli" si allarga: portati via documenti su eventi svolti dal 2021

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L’opposizione l’ha ribattezzata “Eventopoli”, perché di fondo ogni vicenda giudiziaria, se non ha un nome a effetto, non esiste. Quello che però ormai sembra certo è che, a parte le contestazioni ai sei indagati emerse in questi giorni, tra cui il deputato di Fratelli d’Italia Lillo Pisano, l’inchiesta che avrebbe messo in luce un metodo per fare la cresta su fondi pubblici per finanziare eventi di grande richiamo, potrebbe allargarsi ad altri contesti e, probabilmente, ad altri soggetti.

Nulla di definito, sia chiaro. Tuttavia, nelle scorse settimane si è registrato un certo viavai negli uffici comunali e della Fondazione teatro “Luigi Pirandello”, ente fino a due giorni fa diretto da uno degli indagati, Salvo Prestia.

Gli agenti di polizia giudiziaria hanno portato via diversi "carpettoni" pieni di atti, almeno cinque, contenti delibere e determine relative agli eventi culturali e musicali svolti ad Agrigento almeno dal 2021. Al vaglio degli inquirenti, quindi, potrebbero essere finite feste e altre iniziative, parte delle quali finanziate proprio dall’assessorato regionale al Turismo dove Pisano, oggi deputato, operava da vicecapo di gabinetto. Eventi che spesso si aprivano proprio col trionfo del provincialismo, con il ringraziamento pubblico a chi aveva «portato i soldi» e foto di rito.

Intanto, sul fronte dell’inchiesta, arrivano le prime reazioni. A partire da quella dell’indagato eccellente. «Le notizie giornalistiche diffuse in queste ore riportano una narrazione che non corrisponde alla realtà – dice sui social Pisano -. Sono estraneo alle incolpazioni che mi vengono addebitate. Confido che il prosieguo delle indagini accerti la correttezza del mio operato. Ripongo fiducia nella magistratura». A muoversi è stata anche la Fondazione “Pirandello”, che ieri in serata, con una nota firmata dal cda ha preso atto delle dimissioni di Salvo Prestia, rimarcando che l’ex del direttore generale era l’unico a poter intervenire sugli aspetti burocratici e contabili e che, «qualora i fatti oggetto di indagine dovessero trovare conferma, l’ente risulterebbe gravemente lesa sia sotto il profilo materiale sia sotto quello dell’immagine».

Negli atti d’indagine, del resto, gli enti citati sono solo la “facciata”, ma non lo strumento attraverso cui commettere i presunti reati. Prestia, ad esempio, risulta all’interno di ben quattro associazioni con ruoli comunque operativi: Carosello, Segnali, Progetti Eventi e Kerkent Eventi. In due casi i legali rappresentanti erano altrettanti indagati, cioè la moglie Laura Cozzo e Antonio Migliaccio, autista e amico personale di Pisano. Un’altra associazione, la Asd Team Akragas Bike, intestata a un altro fedelissimo del deputato, Calogero Casucci, sarebbe stata parte di una Ats con il Distretto turistico di Agrigento, diretto da un altro indagato, l’imprenditore Fabrizio La Gaipa.

Una commistione presunta tra soldi pubblici e interessi privati cui si aggiunge anche l’ombra di un finanziamento illecito alla campagna elettorale di Pisano. Secondo i pm, Prestia e la moglie avrebbero versato complessivamente 30mila euro tramite bonifico dai loro conti correnti. La voce indicata è “prestito personale”, ma per gli inquirenti si è trattato di un trasferimento di una parte delle somme guadagnate con gli eventi. Soldi che Pisano non avrebbe mai dichiarato alla Camera.