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31 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:08
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Il personaggio

Lillo il “prezzemolino” che al Teatro Pirandello di Agrigento era diventato di casa

Chi c’era nella storica rete di influenza del parlamentare sciolta come neve al sole

31 Marzo 2026, 07:59

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Lillo il “prezzemolino” che al Teatro Pirandello era diventato di casa

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Il foyer del Teatro Luigi Pirandello di Agrigento era un po' casa sua. Qui era sempre ospite gradito (spesso l'unico parlamentare ad essere invitato o, almeno, l'unico a presentarsi anche senza invito), da quando a guidare, in veste di direttore la Fondazione, c'era lui, Salvo Prestia.

Calogero Lillo Pisano, deputato eletto nelle fila di Fratelli d'Italia, poi transitato in Noi Moderati in seguito ad una cacciata dal partito per le sue posizioni pubbliche ritenute inaccettabili (galeotti furono dei post in cui inneggiava ad uno "statista tedesco" che altri non era Hitler e il ricorso a concetti tipici del fascismo) e poi tornato poche settimane fa alla corte di Giorgia Meloni, si muoveva con disinvoltura al Comune e al Teatro, tanto da presenziare al tavolo dei relatori in quasi ogni evento pubblico e scegliere proprio il foyer del Pirandello per svolgere iniziative anche di promozione del proprio ruolo politico da parlamentare, facendo storcere il naso a molti.

Del resto, la corrente pisaniana-turistica di Fratelli D'Italia, nella Fondazione ha sempre giocato un ruolo da protagonista: a Lillo Pisano era riconducibile appunto il direttore generale, Salvo Prestia, un componente del Cda, Gaetano Airò. Suo uomo di strettissima fiducia anche l'ex assessore alla Cultura Costantino Ciulla.

Un rapporto costruito con il tempo, invece, quello con il DMO Valle dei Templi, la nuova creatura in cui è evoluto il fu distretto turistico a capo del quale c'era Fabrizio La Gaipa, imprenditore con un "incidente di percorso" nel curriculum: venne arrestato nel 2017 con l'accusa di estorsione ai danni di due suoi dipendenti che sarebbero stati costretti a firmare buste paga gonfiate. Ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione. Finita la bufera è tornato in campo e, fin dal ruolo di Pisano nell'ufficio di Gabinetto dell'assessorato regionale al Turismo, è stato a lui vicinissimo.

Legami visibili, noti a tutti, molto più che semplicemente politici: veri e propri vincoli di militanza comune e in alcuni casi di amicizia personale storica, gli stessi che legano e legavano il parlamentare con alcuni degli altri indagati dell'inchiesta della Procura. Insieme al bar, insieme in pizzeria o al ristorante, insieme, è l'accusa rivolta ad alcuni, anche quando c'era da gestire soldi pubblici. Adesso che Prestia si è dimesso formalmente con una Pec dalla direzione della Fondazione e che il Comune di Agrigento, socio di maggioranza della DMO, si interroga se chiedere un passo indietro a La Gaipa, il “cerchio magico” di Pisano, ad un passo dal voto per le Amministrative, si è sciolto come neve al sole.