L'inchiesta
Truffa ai fondi UE, Università di Palermo avvia indagine interna
Il rettore Midiri promette misure rigorose se i fatti saranno accertati
L’Università degli Studi di Palermo è scossa dalla notizia di una presunta truffa ai danni dell’Unione europea. In una nota, il rettore Massimo Midiri esprime il suo disappunto e assicura collaborazione alle autorità: "La notizia relativa alla presunta truffa ai danni dell’Unione Europea, che sta coinvolgendo la nostra Università, suscita profondo dolore e ferma indignazione. Esprimo piena fiducia nella magistratura e assicuro che, qualora i fatti venissero accertati, l’Ateneo adotterà ogni misura necessaria, agendo con il massimo rigore nei confronti dei responsabili di condotte che giudichiamo inaccettabili".
Midiri precisa inoltre che l’inchiesta riguarda un ambito circoscritto e teme ricadute sull’immagine dell’intera comunità accademica: "La vicenda, che coinvolge un gruppo circoscritto afferente a un singolo dipartimento, ci colpisce, non solo per la rilevanza delle azioni delittuose contestate, ma anche perché rischia di offuscare l’impegno e l’integrità dei professori, dei ricercatori e del personale UniPa, i quali ogni giorno operano con spirito di servizio, competenza e senso di responsabilità nello sviluppo di attività scientifiche essenziali per il progresso della società e del Paese. L’Università, per questo, ha già avviato un’indagine interna approfondita, che riguarderà non solo il dipartimento coinvolto, ma comprenderà anche una più ampia attività di ricognizione generale, al fine di garantire la massima trasparenza sulla gestione dei fondi dei progetti di ricerca".
