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4 aprile 2026 - Aggiornato alle 09:31
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La seduta

Sgombero Palestra Lupo, il "caso" del teschio rosso dei pirati continua a tenere banco anche al I Municipio

Il Consiglio di quartiere chiuso nel trambusto, nonostante l’appello ad abbassare i toni lanciato, a Palazzo degli Elefanti, dal sindaco Enrico Trantino

04 Aprile 2026, 09:06

09:10

La maggioranza in Consiglio comunale chiede le dimissioni di Panzarella (I Municipio). E lei si difende: «Allibita. è il teschio di One Piece»

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Ieri mattina la notizia corre veloce sui cellulari: occupata la sede del I Municipio. Un altro strascico dello sgombero della Palestra Lupo, un’altra presunta attività degli ex occupanti, collegata stavolta con la nuova polemica finita anche sugli account ufficiali di Fratelli d’Italia nazionale: il post sui social, con il teschio sovrimpresso a un gruppo di agenti della Polizia di Stato, della consigliera di quartiere Florinda Panzarella, esponente civica, storica attivista dell’associazione Gammazita, eletta al I Municipio nelle liste del Movimento 5 stelle.

Con la stessa rapidità, bastano poche telefonate per smentire l’informazione: nessuna occupazione, al massimo l’intervento del pubblico a sostegno di Panzarella duramente attaccata dal presidente del Municipio Francesco Bassini e dai colleghi consiglieri (in particolare il vicepresidente Giuseppe Arcidiacono e il consigliere Saro Trovato).

Da quando, nei giorni scorsi, è stata sgomberata la ex palestra di piazza Lupo, che deve essere demolita per il progetto di riqualificazione dell’area con sistemazione del parcheggio da 139 posti, il clima politico nel capoluogo etneo è particolarmente teso. Molte associazioni culturali e di società civile della città hanno preso le parti degli occupanti buttati fuori, ricordando la rilevanza di uno spazio di libera aggregazione culturale nel centro cittadino. E questo dopo che tutti gli spazi autogestiti della città, negli ultimi vent’anni, sono stati sgomberati in maniera più o meno cruenta.

A difesa di Palestra Lupo, martedì 31 marzo, una delegazione di attiviste e attivisti è arrivata in piazza Duomo e, da lì, con l’autorizzazione del presidente del Consiglio comunale, è in parte salita nell’aula consiliare. Dove, però, i toni si sono alzati in fretta e, nell’impossibilità di riportare ordine, è stato necessario interrompere la seduta e rinviarla a giovedì.

Nel frattempo, mercoledì, i capigruppo di centrodestra in Consiglio comunale (fra i quali anche Alessia Trovato, figlia del consigliere di circoscrizione Santo Trovato, uno degli accusatori di Panzarella) depositano una lettera e chiedono a presidente del I Municipio di prendere provvedimenti contro l’esponente politica di quartiere, colpevole di avere postato un’immagine con un teschio rosso sopra a uno schieramento di polizia di fronte alla Palestra Lupo sgomberata. Per l'accusa, è una rappresentazione violenta e minacciosa contro le forze dell’ordine. Un simbolo piratesco di libertà, lotta e resistenza, si è difesa Florinda Panzarella. Che, però, è suo malgrado diventata oggetto di conversazione in Consiglio comunale (in cui a fare le spese della pesantezza del clima è stata la consigliera pentastellata Gianina Ciancio, di cui sono state chieste le dimissioni).

Nonostante il tentativo del sindaco Enrico Trantino di abbassare i toni, ribadendo la sua disponibilità «al dialogo con chiunque intenda promuovere iniziative nel rispetto delle regole e dei principi della convivenza civile e democratica». E nonostante sia lo stesso primo cittadino a ripetere che «i problemi della città sono ben altri rispetto a quelli che ci stanno occupando in queste ore», ieri mattina al Consiglio del Municipio il presidente Bassini annuncia l’intenzione di presentare una mozione di censura per la consigliera Panzarella che, dal canto suo, ribadisce di essere stata fraintesa. «Il I Municipio non è un fumetto - afferma Bassini - Noi operiamo in un contesto reale, abitato da cittadini di ogni fascia di età [...] che in un teschio rosso non leggono un’allegoria della libertà ma un segnale di odio e violenza».

E ancora, sostiene il presidente: «Non c’è onore nel denigrare chi garantisce la sicurezza dei cittadini attraverso simboli che evocano l’annientamento». Da cui l’annuncio della mozione di censura.

Dal pubblico si alzano delle voci che chiedono di potere intervenire e che si sentono anche nella diretta online. Il presidente Bassini si arrabbia con il pubblico, fra cui però non sembra ci fossero ex occupanti di piazza Lupo ma solo sostenitori di Panzarella: «Smettetela di attaccare le istituzioni, esiste la democrazia in Italia. E una Costituzione per cui i nostri antenati sono morti. I cittadini non possono parlare», dice al microfono. «Volete assalire anche quest’aula? Entrate, prego, buttate tutto in aria». Gli scambi durano, cronometrati, un minuto e venti secondi. Alle 12,24 il presidente chiede l’intervento di un poliziotto municipale e chiude la seduta per motivi di ordine pubblico.