la missione umanitaria
La nuova Global Flotilla per Gaza a Catania e Siracusa: 50 barche, attività ed eventi. «Oggi è peggio di sette mesi fa»
Primi appuntamenti nella città etnea tra il 17 e 18 aprile, poi la mobilitazione si sposta a Siracusa da dove partirà la flotta
Una nuova missione diretta a Gaza della Global Sumud Flotilla partirà nei prossimi giorni da Catania e Siracusa. Nel porticciolo di San Giovanni Li Cuti della città etnea una decina di imbarcazioni si fermerà tra il 17 e il 18 aprile. E in quei giorni si terranno eventi, musica, dibattiti e mobilitazioni. La partenza vera e propria della Flotilla dovrebbe avvenire tra il 22 e il 24 aprile, molto probabilmente da Siracusa. Altre attività sono già fissate anche a Castellammare del Golfo il 19 aprile e proprio a Siracusa il 21 aprile, alla vigilia della possibile partenza della flotta, anche se i tempi reali - come nella precedente missione umanitaria - li detteranno il meteo e le condizioni del mare.
«È quantomai fondamentale adesso, in uno scenario di guerra globale dove a Gaza la “tregua” non ha prodotto nessun cambiamento e i palestinesi non hanno ancora accesso a nulla», sottolineano dal comitato Catanesi solidali con il popolo palestinese, gruppo in prima fila nell'organizzazione della due giorni di attività. «Siamo l’equipaggio di terra che ha animato le piazze del nostro paese e torneremo a riempirle per riportare l'attenzione su Gaza e sulla Palestina!».
In particolare venerdì 17 aprile a Catania è previsto un incontro con la partecipazione del giornalista pacifista Antonio Mazzeo, che nella precedente missione della Global Sumud era a bordo e ha sfidato il blocco israeliano a largo di Gaza venendo poi fermato e rimpatriato. In videocollegamento anche l'attore Moni Ovadia. Il giorno dopo, sabato 18 aprile, si terrà un corteo di solidarietà.
Le imbarcazioni lasceranno quindi Catania per ricongiungersi con le altre provenienti da altri porti italiani ed europei e partire dalla volta di Gaza tra il 22 e il 24 aprile da Siracusa. Sono una cinquantina i mezzi attesi in Sicilia: alcuni sono già partiti il 4 aprile da Marsiglia, altri prenderanno il mare il 12 aprile dalla Spagna. Oltre a quelli che porteranno beni di prima necessità per Gaza, ce ne sarà uno destinato a ospitare il personale medico e un altro su cui saliranno ingegneri costruttori. «Questa è una delle novità rispetto alla precedente missione - spiega Tony La Piccirella, attivista 36enne pugliese - Non vogliamo solo fare la consegna di beni, ma dare visibilità con azioni su cosa significa davvero ricostruzione. E smascherare il Board of peace di Trump che è solo un progetto di speculazione e un furto di risorse senza rispetto dei palestinesi».
Difficile immaginare un esito diverso da quello di tutte le flotille recenti: Israele ha sempre imposto con la forza il blocco navale a largo di Gaza. «Noi ci preoccupiamo di quello che vogliamo fare noi - sottolinea La Piccirella - nessuno è in grado di prevedere la reazione di Israele. Sappiamo che è rischioso, ma è necessario. Sette mesi fa Israele aveva invaso solo Gaza, oggi ha invaso anche Libano e Cisgiordania. La mobilitazione delle piazze dopo la prima missione è nata perché è un'azione genuina, comprensibile e umana a cui è stata data la visibilità che merita. Questo - conclude - ha un peso politico importante e rimane uno dei nostri obiettivi».

