Ecologia
Rifiuti, a Catania troppe microdiscariche. Il vicesindaco: «Eliminiamole e Tari meno cara per tutti»
L’assessore Massimo Pesce fa il punto su una situazione ritornata emergenziale in varie zone. Fra i casi più allarmanti viale Tirreno, viale Moncada e largo Favara. «Dal 20 aprile gli ispettori ambientali»
La gestione dei rifiuti in città procede su due ambiti, uno «macro», e l’altro «micro». Da un lato c’è il grande progetto del termovalorizzatore, su cui il presidente della Regione Renato Schifani ha dato nei giorni scorsi conferma non solo della realizzazione ma addirittura dell’operatività entro il 2028. Dall’altro ci sono invece le problematiche di ogni giorno, le cosiddette microdiscariche, come quelle a Trappeto Nord, lungo viale Tirreno, via San Zenone e non solo.
Si tratta di un problema annoso, che periodicamente viene affrontato con bonifiche onerosissime. «Si tratta - afferma il vicesindaco Massimo Pesce, assessore all’Ambiente e all’Ecologia - di fenomeni che non riusciamo a debellare, e che rappresentano un costo enorme per tutti i cittadini. Non solo per la raccolta extra e la bonifica effettuata quasi ogni giorno dalle ditte nei tre lotti ma - specifica - perché questa quantità di rifiuti, tutti indifferenziati, incide direttamente sulla percentuale di raccolta differenziata del Comune. Con conseguente ricaduta sul costo della tassa sui rifiuti (Tari): senza microdiscariche diminuirebbe».
Pesce individua anche le aree dove il fenomeno è più presente: «Oltre al viale Tirreno a Trappeto Nord, succede lo stesso al viale Moncada e in altre zone di Librino e al largo Favara a Monte Po». Accanto a queste tonnellate di rifiuti che ogni giorno «si ripresentano», specifica, «abbiamo risolto almeno il 60 per cento dell’emergenza nell’ultimo anno, bonificando le più grandi discariche nel Comune». Per farlo l’amministrazione comunale lo scorso 11 novembre 2025 ha impegnato la somma di 1 milione e 264mila euro per gli interventi in queste macro-discariche presenti in tutti i tre lotti in cui è divisa la città per la raccolta dei rifiuti, ovvero Nord (gestito da SuperEco srl.), Centro (Gema spa) e Sud (Eco.Car. Srl). Gli interventi sono stati in zone come via Calliope, via Dello Strettoio, via Maraffino, piazzale delle Universiadi, via Magrì, piazza Grenoble, via Fiorentino, via Umberto Bassi, via Ambrosoli, via Orfanotrofio, via Ungaretti.
Il passo successivo è quindi «risolvere le situazioni quotidiane come quella di viale Tirreno». Per farlo, sottolinea Pesce, il «grande lavoro della Sezione ambientale della polizia locale», verrà affiancato «da telecamere, che installeremo con la riedizione del bando che inizialmente prevedeva anche i droni, poi ritirato in autotutela per le problematiche normative su questi mezzi. E soprattutto con il lavoro degli ispettori ambientali». Pesce annuncia che queste figure, volontari con un rimborso di pochi euro al giorno, «già domani (oggi, ndr) inizieranno il corso di formazione e, presumibilmente già dal 20 aprile, saranno in strada a presidiare le zone più sensibili». L’obiettivo del Comune è avere almeno 60 ispettori in giro per la città entro l’anno.
Nonostante le emergenze, però, per Pesce il quadro non è negativo: «Il 2025 è stato condizionato dalla bonifica delle discariche che erano presenti da anni, che ha per forza di cose abbassato la percentuale di differenziata, che si assesterà ancora intorno al 36-37%. Ma già i dati del gennaio 2026 sono migliori. Contiamo di chiudere l’anno almeno al 40 per cento». Per il futuro invece c’è speranza per il nuovo inceneritore annunciato da Schifani: «Questo ci consentirà di abbattere i costi per il conferimento in discarica: al momento noi paghiamo la società Sicula Trasporti che a sua volta spedisce i rifiuti indifferenziati all’estero». Ma non ci sono ancora dettagli concreti su come cambierà il servizio di raccolta e il conferimento: «Quando arriverà quel momento, affronteremo il tema», conclude.
La solidarietà del sindaco Trantino
In merito a quanto accaduto domenica a Trappeto nord, con minacce ricevute dopo la documentazione fotografica delle microdiscariche, il sindaco di Catania Enrico Trantino ha inviato una nota di solidarietà.
«Quanto accaduto a Trappeto nord - scrive il primo cittadino - lascia seria preoccupazione. Purtroppo resistono ancora nella nostra città pericolose sacche di arroganza e sopraffazione verso chi svolge il proprio lavoro in modo chiaro e trasparente. Al giornalista minacciato va la massima solidarietà e vicinanza dell'amministrazione comunale. Ha dimostrato grande professionalità nell'esercizio della sua delicata attività informativa, resistendo alle intimidazioni di inqualificabili malfattori che vorrebbero persino condizionare la libertà di stampa quale valore irrinunciabile della democrazia».
Trantino poi prosegue: «Si illudono, tuttavia, quanti vorrebbero che esistessero ancora zone franche a Catania. La compagine istituzionale della città, in ogni sua articolazione, è fermamente impegnata a reprimere soprusi e illegalità. Confidiamo che questo processo di emancipazione del territorio dal cappio della violenza prosegua con sempre maggiore determinazione con nuovi e maggiori risultati, consegnando alla Giustizia gli autori dei reati», conclude il sindaco.



