giudiziaria
Cassazione, primo round perso per la Procura di Trapani nell'inchiesta Liberty Lines
Respinto il ricorso sulle misure cautelari: revocate le restrizioni per sette manager mentre la società trasferisce la sede a Napoli
La Procura di Trapani perde il primo round in Cassazione sulle misure cautelari applicate alla fine dello scorso anno nei confronti dei sette indagati nell'ambito dell'indagine che ha riguardato amministratori e manager della società navale Liberty Lines.
Nell'inchiesta sono 46 gli indagati, per presunti reati di truffa, frode, corruzione, attentato alla sicurezza dei trasporti.
Il gip Corleo con propria ordinanza aveva applicato i divieti di dimora a Trapani e Milazzo e le misure interdittive solo per Alessandro Forino, Gennaro Cotella, Anna Alba, Gianluca Morace, Marco Dalla Vecchia, Giancarlo Licari e Nunzio Formica.
Il Riesame con diversi e distinti pronunciamenti ha cancellato l’ordinanza del giudice. Successivamente è sopraggiunto anche il provvedimento del Tribunale del riesame delle misure reali che ha revocato anche il sequestro della società armatoriale.
La Procura di Trapani ha presentato ricorsi contro queste decisioni. La Cassazione stamane ha reso noto di avere respinto il ricorso della Procura sull’applicazione delle misure cautelari personali. Il prossimo mese si terrà invece l'udienza riguardante il ricorso sulle interdittive e sul sequestro della Liberty Lines.
L'indagine condotta dalla Guardia di Finanza è concentrata su presunte avarie ai mezzi navali, che sarebbero rimaste nascoste, trova un appiglio nel pronunciamento dei giudici del Riesame di Trapani che è vero aver disposto il dissequestro riconoscendo che la flotta risulta essere rinnovata nel periodo successivo a quello dell’indagine: "... molte delle navi sono state cedute o dismesse... l'acquisto di nove nuove navi consente di affermare che circa la metà dei mezzi in cattivo stato di manutenzione sono stati sostituiti...".
Queste considerazioni finali, tradotto significa la mancanza di attualità, hanno portato al dissequestro, la Procura però non ha concordato ed ha presentato anche per questo aspetto ricorso in Cassazione.
“E' vero che la Liberty Lines ha acquistato nuove navi, ma queste non hanno sostituito i mezzi oggetto delle indagini, i nuovi aliscafi si sono aggiunti alla flotta... quando la Guardia di Finanza a novembre 2025 ha eseguito il sequestro disposto dalla Procura ha trovato tutte le navi oggetto di indagine al loro posto". La Procura di Trapani nel ricorso scrive: "...dalle memorie difensive si evince che solo due navi coinvolte nelle avarie sarebbero state vendute o dismesse, rispetto ai 23 aliscafi oggetto di indagine".
I giudici del riesame di Trapani concordano su un aspetto in modo totale con la Procura: "condivisibili – hanno scritto - le considerazioni sull'esistenza di un articolato sistema di rapporti illeciti".
Intanto Liberty Lines come sede sociale ha deciso di abbandonare Trapani, e la Sicilia, la nuova sede adesso è in Campania, a Napoli. Nulla cambia sull'operatività nei collegamenti veloci tra la Sicilia e le isole minori.


