la replica
Elisoccorso, la versione di Iacolino: «Servizio inderogabile, ho agito secondo la legge». La nuova gara verso l'assegnazione
La commissione regionale Antimafia ha concluso l'inchiesta sul servizio di elisoccorso, al centro anche dell'attenzione dell'Anac. Ma l'ex dirigente della Pianificazione strategica si difende
Conclusioni «imprecise e sovente prive di riscontro fattuale». Salvatore Iacolino si difende e passa al contrattacco sulla vicenda della gara per il servizio di elisoccorso in Sicilia. La commissione regionale Antimafia ha concluso l'inchiesta su una vicenda complessa di cui si è occupata anche l'Autorità nazionale anticorruzione e - nella relazione che si appresta a votare e di cui La Sicilia ha dato notizia ieri - ha mosso censure pesanti all'ex dirigente del dipartimento della Pianificazione strategica, nel frattempo finito al centro di un'inchiesta della Procura di Palermo con l'accusa di corruzione per fatti che però non riguardano la gara per l'elisoccorso.
Dalla scelta del Rup alle proroghe del servizio, fino all'avvio di una procedura negoziata: sono tanti i punti su cui l'Antimafia regionale solleva criticità ed evidenzia procedure non in sintonia con la normativa. Ma Iacolino non ci sta e difende il suo operato, facendosi forza anche delle ultime tappe della storia: il servizio di elisoccorso delle basi di Catania e Caltanissetta è stato assegnato e non impugnato («mentre analoghe procedure di gara avviate nell’ultimo anno dalle Regioni Toscana, Abruzzo e Sardegna sono andate deserte»); e l'ultima gara pubblica per gli altri lotti, lanciata a gennaio, sta andando avanti «con la concreta possibilità di individuare prossimamente i contraenti per le quattro basi operative di Lampedusa, Messina, Palermo e Pantelleria». L'avviso, infatti, non è andato deserto e ci sarebbe più di un'offerta. «La riprova tangibile e inconfutabile - sostiene Iacolino, che ha inviato anche alla commissione regionale antimafia le sue repliche - dell’idoneità, dal punto di vista giuridico, tecnico ed economico della complessa documentazione di gara predisposta dalla Cuc, con la concreta collaborazione del Dipartimento per la Pianificazione Strategica». «Inoltre - continua - il Dipartimento ha dato seguito alle richieste (dall’Anac) avviando le procedure di aggregazione funzionale con altre regioni (Abruzzo) per l’affidamento del servizio da svolgere con elicotteri di nuova fabbricazione, le cui attività sono in corso».
Un passo indietro. In Sicilia il servizio di elisoccorso va avanti dal 2013 a colpi di proroga. Quando Iacolino si insedia al vertice del dipartimento della Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute, trova una gara avviata e la annulla. «L'ho fatto - spiega - su conforme parere dell’avvocatura di Stato, perché veniva tenuta in vita benché risultasse priva di offerte». Di conseguenza si dispone un'ulteriore proroga, «nella considerazione che, trattandosi di servizio pubblico inderogabile, non poteva e non può essere, sospeso o interrotto».
Nel frattempo il dipartimento della Pianificazione strategica lavora per un nuovo bando. Qui si innestano due delle contestazioni a Iacolino: la nomina di un Rup, l'ingegnere Emanuele di Paola, in violazione - secondo l'Antimafia - del principio di rotazione degli incarichi (che sta al centro delle denunce della deputata di Forza Italia Margherita La Rocca Ruvolo, da cui è partita l'inchiesta della commissione) e il fatto che il dipartimento si sostituisce alla Cuc, la Centrale unica di committenza, come stazione appaltante.
Sul primo punto, Iacolino spiega: «Quando è cessato il precedente per collocamento in quiescenza (ing. Lanza), l’amministrazione, a seguito di specifica ricognizione operata tra il personale, sia dirigenti che funzionari, del dipartimento per la Pianificazione Strategica, ha rilevato che solamente un numero esiguo (cinque) di dipendenti possedevano i necessari requisiti previsti dal Codice degli Appalti e ha individuato, nel pieno rispetto della raccomandazione prevista dal Piao (il piano integrato attività e organizzazione), un esperto funzionario direttivo regionale in possesso dei predetti requisiti e che non ricopriva alcun incarico di Rup in altre procedure; peraltro, il Rup dott. Di Paola continua a svolgere detta funzione anche sotto la guida del nuovo Dirigente Generale del dipartimento».
Secondo la commissione regionale Antimafia, però, solo un dirigente avrebbero rinunciato all'incarico. Mentre due avrebbero detto no al consequenziale affidamento interinale del Servizio 6 “Urgenza emergenza sanitaria – Isole minori e aree disagiate” della Pianificazione strategica". Perché le due cose - fare il Rup e l'interim del Servizio 6 - secondo Iacolino per legge sono un pacchetto unico. Un'affermazione che invece secondo la commissione non è contemplata dalla norma. «Ciò che sembra davvero inconciliabile - contrattacca Iacolino - è l’assunto per cui da un canto la Commissione lamenta che l’incarico di Rup viene conferito ad un soggetto non apicale e dall’altro si ritiene che non possa sussistere coincidenza fra titolarità del servizio 6 (in capo ad un dirigente) e la conseguente attribuzione della funzione del Rup al medesimo dirigente». Sul secondo aspetto, poi (la qualifica di stazione appaltante), l'ex dirigente sottolinea di avere «sostenuto con leale e concreta collaborazione, le attività della Cuc, in forte carenza di personale».
La prima gara aperta pubblicata dal dipartimento sotto la guida di Iacolino a febbraio del 2025, viene assegnata solo per il lotto 3 (Catania e Caltanissetta) alla società Alaudania. A maggio dello stesso anno, mentre la gara non è ancora chiusa, viene avviata anche una procedura negoziata, producendo «un'effettiva riduzione della concorrenza» secondo la commissione Antimafia. Una scelta, per Iacolino invece, dettata dal «fine di interrompere il ricorso all’istituto della proroga e nelle more dell’aggiudicazione delle procedure aperte». Alla procedura negoziata viene invitato un solo operatore economico: la Avincis, lo stesso che gestisce il servizio in Sicilia, cambiando nomi, da più di dieci anni, «in quanto - sottolinea il burocrate - l’unico in possesso degli aeromobili necessari per lo svolgimento del Servizio».
Alla fine la Cuc «ha escluso dalla medesima procedura il predetto operatore per aver presentato un’offerta condizionata e subordinata ad uno schema differente rispetto a quello proposto e cristallizzato dall’amministrazione negli atti di gara». Da lì l'ultimo tentativo di gara aperta, pubblicata a gennaio e non andata deserta. Ma questa è storia ancora da scrivere.
