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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:50
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l'inchiesta

Corpo trovato in sacchi a Castiglione di Sicilia: una coppia fermata per omicidio e soppressione di cadavere

Fermati due indagati per l'omicidio di Giuseppe Florio. C'è anche una donna indagata che avrebbe aiutato i due sicari per far sparire la salma

28 Aprile 2026, 11:19

11:20

Delitto di Trappitello verso una svolta: i carabinieri stanno interrogando un uomo in caserma a Taormina

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Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) e del Comando provinciale di Catania hanno eseguito due decreti di fermo di indiziato di delitto per i reati di “omicidio” e “soppressione di cadavere”, in relazione alla morte di Giuseppe Florio, 66 anni, originario e residente a Giardini Naxos (ME). I provvedimenti, emessi rispettivamente dalla Procura della Repubblica di Messina e da quella di Catania, riguardano una 50enne e il suo compagno, un 39enne pregiudicato di Palagonia (CT). Una terza persona, una donna di 53 anni nata a Sesto San Giovanni e ospite della coppia, è indagata per la sola ipotesi di “soppressione di cadavere”.

Le indagini hanno preso avvio la mattina del 26 aprile, quando in una strada di Castiglione di Sicilia (CT), in località Mitogio, un passante ha scoperto il corpo di un uomo, avvolto in un lenzuolo e in alcuni sacchi di plastica. Gli esiti del sopralluogo hanno fatto ritenere che l’omicidio fosse stato consumato altrove; per questo motivo le ricerche sono state estese anche alla confinante provincia di Messina, attivando un coordinamento immediato tra le Procure di Catania e Messina. Poco dopo, in contrada Santa Venera, nel Comune di Taormina, è stata individuata una Fiat Panda completamente carbonizzata, risultata intestata alla vittima, nel frattempo identificata da un conoscente.

Gli inquirenti hanno quindi orientato gli accertamenti sulla sfera personale del 66enne, che era solito frequentare un appartamento a Taormina, nel complesso di edilizia popolare di Trappitello, dove risiedevano la 50enne e il 39enne. L’attività investigativa è proseguita con l’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona, l’audizione di diverse persone informate sui fatti e plurimi sopralluoghi tecnico-scientifici svolti congiuntamente dai Carabinieri dei Comandi provinciali di Messina e Catania e dal Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RIS) di Messina. Tali riscontri hanno consentito di accertare che il delitto sarebbe stato consumato all’interno dell’abitazione indicata, dove sono state rinvenute numerose tracce riconducibili a una violenta aggressione ai danni di Florio. Si precisa, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca e nel rispetto del doveroso riserbo connesso alla fase attuale, che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva. L’eventuale giudizio si svolgerà nel contraddittorio tra le parti dinanzi a un giudice terzo e imparziale e potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di responsabilità. I decreti di fermo saranno sottoposti al vaglio del GIP del Tribunale di Messina.