mafia e politica
Dagli arresti domiciliari all'Ars, il deputato Giuseppe Castiglione scarcerato si riprende il seggio
A processo con l'accusa di voto di scambio politico-mafioso, l'ex presidente del Consiglio comunale di Catania, venuta meno la misura cautelare, torna a Palazzo dei Normanni
La scelta di rientrare all'Assemblea Regionale Siciliana era quasi scontata. D'altronde la scelta di non dimettersi dalla carica dopo che stato investito dal ciclone giudiziario "Mercurio" aveva questo obiettivo. Il deputato regionale sospeso Giuseppe Castiglione torna all'Ars. Il politico, eletto alle scorse regionali nelle liste del " riformattato in HTML semplice.
Mpa a Catania, dopo l'arresto per voto di scambio politico-mafioso era stato sospeso e aveva dovuto lasciare il suo scranno ad Alessandro Porto, subentrato in qualità di 'deputato supplente'. Porto era il primo dei non eletti del Mpa, ma nel frattempo era passato al gruppo di Fratelli d'Italia.
All'inizio della seduta di oggi la presidente di turno dell'Ars, Luisa Lantieri, ha letto in aula una nota inviata dall'avvocato di Castiglione per comunicare ufficialmente "la revoca della misura cautelare" e la conseguente "cessazione della sospensione dalla carica di deputato regionale".
Nei giorni scorsi il gup del Tribunale di Catania aveva accolto le richieste dei legali di Castiglione disponendo la revoca degli arresti domiciliari. La procura di Catania aveva espresso parere contrario alla decadenza della misura cautelare, ma per il giudice «le esigenze cautelari originariamente prospettate» sono cessate.
Il gup è lo stesso che appena cinque giorni prima della revoca ha rinviato a giudizio l’ex deputato regionale: il processo comincerà tra poco più di un mese: il primo giugno. Il magistrato ha valorizzato, nel decreto di revoca, «il comportamento processuale» dell’imputato che ha «acconsentito alla sospensione dei termini della custodia cautelare». Per il gup non è ipotizzabile «tenuto conto della specificità del reato per il quale è stato rinviati a giudizio» non consente, ad oggi, di ipotizzare «un immediato pericolo di recidiva».
Castiglione è accusato di avere siglato un accordo politico, tramite i due ex dipendenti Amts Domenico Colombo e Giuseppe Coco, con gli affiliati del gruppo mafioso del Castello Ursino del clan Santapaola per avere un appoggio politico per le Regionali del 2022. Uno che si sarebbe speso per la campagna elettorale del deputato autonomista è Rosario Bucolo, numero 2 della squadra di Cosa Nostra e che nel corso del procedimento è diventato collaboratore di giustizia. Nei suoi verbali ha affermato che Castiglione avrebbe saputo chi fosse e del suo ruolo mafioso.

