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30 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:03
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Nell'aula bunker di Milano

Consorzio fra le mafie in Lombardia: fra gli imputati il pentito che fa tremare la politica. Per il suicidio di Pace si indaga a Torino

Nel bunker di San Vittore la seconda udienza del maxi processo. Le difese si oppongono alla costituzione di parte civile di due comuni. A Torino si attendono gli esiti dell'autopsia sul detenuto che si è tolto la vita in carcere

30 Aprile 2026, 15:35

15:40

Chi è Gioacchino Amico, il nuovo pentito siciliano che sta facendo tremare la criminalità milanese: «Parlo perché vogliono uccidermi»

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Tra gli imputati del filone ordinario del maxi processo Hydra a Milano c'è Gioacchino Amico, il pentito che sta facendo scalpitare qualche politico. E che è stato al centro di diverse inchieste di Report, nelle quali è stato pubblicato anche un selfie fra Amato e Giorgia Meloni durante una kermesse di Fratelli d'Italia.

Oggi si è celebrata la seconda udienza del processo nell'aula bunker di San Vittore. Le difese dei 45 imputati si sono opposte alle richieste di costituzione come parti civili dei Comuni di Abbiategrasso (Milano) e di Busto Arsizio (Varese). Il nodo della vicenda processuale è cristallizzato sull'alleanza tra Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta in Lombardia per «fare affari». L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Milano Marcello Viola e dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo.

Torniamo a Gioacchino Amico, indicato come uno dei vertici del sistema mafioso lombardo per conto della camorra del clan romano dei Senese e l'ultimo dei cinque pentiti della maxi inchiesta e che ha già riempito nove verbali, in gran parte secretati e omissati, anche sui rapporti con la politica.

Parti civili nel processo, dopo l'udienza preliminare, sono la Regione Lombardia, il Comune di Milano, la Città metropolitana di Milano, il Comune di Varese, Wikimafia, Libera, il Comune di Legnano e la Rai. Nella prima udienza ha chiesto di entrare come parte civile, per il riconoscimento degli eventuali danni, anche il Comune di Abbiategrasso, con l'avvocato Paolo Tosoni, e poi oggi quello di Busto Arsizio. Le difese di due imputati si sono opposte e le altre si sono associate. Difese che hanno anche sollevato varie questioni preliminari, tra cui alcune di incompetenza territoriale e indeterminatezza del capo di imputazione. Il processo è stato aggiornato al 14 maggio per le repliche dei pm e delle parti civili sulle questioni delle difese. E i giudici dell’ottava sezione penale decideranno nell’udienza successiva.

Gli altri siciliani dei cinque pentiti dell'inchiesta sul consorzio lombardo delle mafie sono William Cerbo, uomo dei Mazzei di Catania, e Bernardo Pace, che però dopo la scelta di collaborare si è tolto la vita.

Su questo profilo resta aperta per istigazione al suicidio l'inchiesta della procura di Torino sul caso. Il detenuto di 62 anni è stato trovato senza vita lo scorso 16 marzo nel carcere torinese delle Vallette. L'uomo era stato condannato a 14 anni a Milano al termine del processo abbreviato. Per ora non sarebbero emersi elementi che riconducano a un'aggressione deliberata. Pace risulta essersi impiccato nella cella del padiglione E, al piano terra, dove era rinchiuso da solo. I primi accertamenti medico-legali non hanno riscontrato ecchimosi o tracce di violenza. Inoltre, sempre secondo quanto si apprende, era passato pochissimo tempo da quando, durante la normale distribuzione del cosiddetto «vitto» con il carrello, uno degli agenti della polizia penitenziaria lo ha osservato per l'ultima volta. L'uomo per compiere il gesto avrebbe dunque scelto un momento in cui sapeva di non essere osservato. Gli inquirenti, comunque, prima di trarre delle conclusioni attendono l'esito definitivo dell'autopsia, dei test tossicologici e di una serie di accertamenti di polizia giudiziaria.