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IL DECRETO

Rifiuti, il «via libera» della Regione alla Sicula Trasporti per "resuscitare" la vecchia discarica di Grotte San Giorgio

Si tratta di una modifica non sostanziale del vecchio progetto, sostengono sia la Cts sia il dipartimento Ambiente, quindi non servono altre autorizzazioni

04 Maggio 2026, 06:20

Rifiuti, il «via libera» della Regione alla Sicula Trasporti per "resuscitare" la vecchia discarica di Grotte San Giorgio

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Potrà riaprire per dieci mesi, senza che sia necessaria alcuna ulteriore procedura autorizzativa. Il tempo di abbancare altre 120mila tonnellate di rifiuti (per l’esattezza, 98.011 metri cubi). La discarica della Sicula Trasporti in contrada Grotte San Giorgio ha ottenuto il via libera per aprire di nuovo i battenti e salvare, per un altro po’, il sistema immondizia siciliana sempre sull’orlo del collasso.

A proporre la riapertura alla Regione Siciliana, nei mesi scorsi, è Salvatore Belfiore, amministratore giudiziario dell’azienda dall’indomani del sequestro ai proprietari. Nell’estate 2020, infatti, Antonino e Salvatore Leonardi sono stati travolti dall’inchiesta Mazzetta Sicula, su un presunto sistema di corruzione e gestione illecita della spazzatura, per cui sono stati entrambi condannati in primo grado.

Dall’arrivo dell’amministrazione giudiziaria in poi, molte cose sono cambiate alla Sicula. Non ultima l’interruzione dei conferimenti alla discarica di contrada Codavolpe, fra Catania e Lentini, a oggi rimasta attiva soltanto per la presenza del Tmb (Trattamento meccanico-biologico) che separa i rifiuti e li avvia alla discarica. O sarebbe più corretto dire, vista la saturazione del sistema siciliano, li prepara alla spedizione fuori regione.

Un’esigenza che, per qualche mese, potrebbe non presentarsi più, resuscitando l’impianto di Grotte San Giorgio.



Dal 2015, infatti, quest’altra discarica, sempre di proprietà della Sicula Trasporti, ha concluso il suo ciclo di vita, avendo sostenuto l’abbancamento di oltre un milione di metri cubi di spazzatura. Il progetto di chiusura è tutt’ora in fase di valutazione, ma nel 2025 la società ha presentato una proposta di «riprofilatura per adeguamento alle sezioni autorizzate». Una modifica che, secondo la società, non è sostanziale rispetto al progetto originario e che, anzi, dal punto di vista ambientale non ha conseguenze che non fossero previste dall’Aia originaria (cioè dall’Autorizzazione integrata ambientale che ha permesso all’impianto di essere operativo).

«Come si evince dal rilievo topografico effettuato - si legge in una relazione - nella porzione più ampia di discarica, quella posta a monte, si è avuto un abbassamento medio pari a cinque metri rispetto ai costoni perimetrali, il che ha di fatto realizzato quasi un bacino di raccolta delle acque meteoriche».

Un laghetto fuori programma, che impedisce il regolare deflusso della pioggia e che fa pesare l’acqua sul corpo della discarica in maniera imprevista. Riempire questo avvallamento con materiale naturale, secondo la Sicula, è improponibile. È invece una ipotesi più intelligente integrare la spazzatura con altra spazzatura, per riportare tutto allo stesso livello e «garantire sia la stabilità del corpo dei rifiuti sia il naturale allontanamento delle acque meteoriche».

Vero è che l’impianto dista 2,4 chilometri dal centro abitato più vicino (la collina Primosole), cioè meno dei tre chilometri previsti dall’attuale normativa, ma è anche vero che per facilità di accesso, pre-esistenza e capacità di mitigare gli impatti ambientali il sito di Grotte San Giorgio potrebbe meritare una ulteriore possibilità, sottolinea Sicula nei suoi documenti.

Tutti elementi che la Cts, la Commissione tecnico-specialistica della Regione Siciliana, valuta positivamente. Il 19 gennaio 2026 la Cts riceve i documenti progettuali per esprimere il proprio parere; il 30 marzo lo fa: «La realizzazione del progetto in oggetto non comporterà impatti ambientali negativi e significativi», affermano i tecnici. Stabilendo, quindi, che la proposta di modifica non deve passare attraverso ulteriori autorizzazioni. Non serve, quindi, né verificare l’assoggettabilità a ulteriori procedure né avviare la Via (Valutazione d’impatto ambientale).

Sulla scorta di questo parere, meno di un mese dopo, il 23 aprile 2026, il dipartimento Ambiente dell’assessorato si dice d’accordo ed esenta la Sicula da altre autorizzazioni, almeno in relazione a queste 120mila tonnellate extra. Per fare spazio alle quali, quindi, si potrebbero riaprire i cancelli di una discarica chiusa da dieci anni.