il focus
Legge 104, ora l’iter è più severo. Più responsabilità per i medici
Il sistema per redigere i certificati introduttivi è cambiato da marzo. Non si passa più dai patronati per la compilazione
Meno passaggi burocratici, una procedura di richiesta più semplice, tempi più rapidi per ottenere il riconoscimento della disabilità e una valutazione più giusta e personalizzata. «Nel mare magnum delle informazioni che dal primo marzo - giorno in cui sono entrate in vigore le nuove regole per accedere alla Legge 104 - sono a disposizione degli utenti, fare chiarezza è la cosa migliore, sia per noi medici che per i nostri assistiti». Lo dice a La Sicilia Sebastiano Salerno, medico di base, da dicembre certificatore qualificato Inps e dal 1990 componente della Commissione Invalidi Civili. Con le nuove norme, di fatto, non sono mutati i diritti della Legge 104 e di invalidità, ma le modalità per accedere al beneficio con meno burocrazia e più attenzione alla persona.
I medici certificatori delle disabilità sono professionisti sanitari autorizzati a redigere certificazioni sanitarie ufficiali necessarie per il riconoscimento della condizione di disabilità o invalidità. Il loro ruolo è fondamentale nel processo che porta al riconoscimento da parte dell’Inps: valutano lo stato di salute del paziente, compilano il certificato medico introduttivo, inseriscono tutte le certificazioni per il riconoscimento del beneficio, trasmettono telematicamente il certificato all’Inps e avviano la procedura per l’invalidità civile, i portatori di handicap (Legge 104) o per la disabilità ai fini lavorativi. Non tutti i medici possono farlo, devono essere accreditati all’Inps e avere accesso al sistema per l’invio dei certificati. «Vero è che dal primo marzo è cambiato il sistema per redigere i certificati introduttivi che tagliano fuori i Caf - spiega Salerno - il medico compila il certificato, non si passa più dal patronato e il certificato arriva direttamente all'Inps. Ed è vero anche se sono aumentati i costi per il certificato, ma con una razione logica. Se io medico prima riuscivo a fare un certificato in tre/quattro minuti, ora se ne impiegano venti. Se poi devo compilare anche una scheda particolare, che si chiama scheda Whodas, impiego 40 minuti. La differenza sostanziale è questa: che adesso il certificato introduttivo viene compilato solo ed esclusivamente se l’utente ha almeno il 90% di probabilità di poter ottenere il beneficio dell’invalidità, mentre prima era il Caf che comunque . anche senza probabilità - inoltrava la domanda». «C’è un altro aspetto non meno importante - sottolinea Salerno - il medico certificatore che fa un certificato introduttivo si assume la responsabilità legale di quello che sta certificando. Prima cosa succedeva? Gli utenti si facevano redigere certificati da parte degli specialisti convenzionati o dipendenti e il medico di base poi riportava nel certificato la diagnosi riportata nel certificato dello specialista. Oggi sono io medico certificatore che mi assumo la responsabilità di certificare quello che sto vedendo, non quello che mi dice un altro medico. Alla luce di tutto questo, è vero che sono aumentati i costi, ma la certificazione è normale che abbia un costo che si aggira intorno ai 150 euro, più Iva siamo intorno ai 183 euro. Ovviamente come per tutti i professionisti , le prestazioni hanno un costo. Teniamo inoltre presente l’obbligo di rilascio della relativa fattura. Con il nuovo sistema, infine, il medico certificatore deve dichiarare obbligatoriamente di essere in regola con i crediti formativi (nell'ultimo triennio 150)».
«Fare chiarezza - è fondamentale - conclude Salerno - ma senza creare allarmismi. Basterebbe semplicemente spiegare agli utenti con parole semplici cos’è cambiato: prima i passaggi prevedevano il certificato medico, la domanda all’Inps e la visita mentre adesso basta il certificato medico inviato dal medico certificatore e la procedura parte automaticamente».
