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La riunione

A Catania si lavora per la nuova Comunità educante di Vaccarizzo

Nel villaggio dell’area dell’Oasi del Simeto ieri il Sesto municipio ha fatto con i residenti il punto su tante problematiche che affliggono la zona, come l’approvvigionamento idrico e le discariche

09 Maggio 2026, 07:15

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A Catania si lavora per la nuova Comunità educante di Vaccarizzo

Un incontro con la comunità per affrontare i problemi urgenti dell’area di Vaccarizzo, della collina Primosole e, in generale, di tutta quella moltitudine di centri abitati che stanno nell’area Sud del Comune. A organizzarlo ieri mattina il Sesto Municipio, quello che comprende, da solo, la maggior parte della superficie comunale. Abbraccia quartieri come Librino, San Giorgio, Zia Lisa, San Giuseppe La Rena, la Zona industriale. Ma migliaia dei circa 45mila abitanti della Circoscrizione risiedono stabilmente nei cosiddetti “villaggi” della zona della piana, confinanti con l’oasi del Simeto.

«Ci siamo visti nella parrocchia Santa Maria di Nazareth di Vaccarizzo - spiega il presidente del Sesto Municipio, Francesco Valenti - per riprendere un discorso in realtà già avviato con la Città metropolitana ma anche per parlare della nascita di una Comunità educante. Con il coinvolgimento anche della scuola Rita Atria, l’unica nel territorio, oltre della parrocchia e dei residenti, si cercherà di affrontare insieme la mancanza di spazi. Con gli abitanti si è fatto poi il punto su tutte le problematiche a cui trovare una soluzione. Ci sono gli allagamenti di alcune aree, ma anche varie discariche abusive, la manutenzione, come quella dei canali, che è da fare urgentemente. E, approssimandosi il periodo estivo, si devono fare i lavori per le linee tagliafuoco per prevenire gli incendi». Lo scorso 15 aprile c’era infatti già stato un incontro proprio alla Città metropolitana «promosso dall’assessore metropolitano Alessandro Campisi», sottolinea Valenti. A quel tavolo si è iniziato un complicato percorso che dovrebbe portare ad affrontare, singolarmente ogni problematica.

Una di queste problematiche, sottolineata ieri nella riunione, ma anche nei giorni scorsi da alcuni residenti riunitisi in comitati spontanei, è quella dell’acqua. C’è quella che ristagna nei laghetti, un fenomeno perfettamente naturale ma per decenni limitato dall’intervento del Consorzio di Bonifica 9. Si tratta dell’ente che sovraintende a tutto il complesso sistema idrografico della foce del Simeto, che cura la manutenzione dei canali e dei sistemi di pompaggio. O almeno: dovrebbe farlo. L’ente è da molti anni in difficoltà economiche e, complici anche atti vandalici a uno dei sistemi in zona San Leonardo - l’altro grande fiume che sfocia parallelo al Simeto nel Golfo di Catania - ma nel territorio del comune di Carlentini, non si può al momento ovviare alla problematica, come riferito dalla direzione della Sicilia orientale ai residenti nei giorni scorsi nel corso di un sopralluogo nel quale era presente anche la protezione civile di Catania.

Un momento dell'incontro (foto Condorelli)

Il Consorzio di bonifica si occupa però anche della fornitura idrica. Secondo i residenti e anche Valenti, che ieri ha partecipato al dibattito insieme a rappresentanti del Terzo settore - tra loro anche Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio e Donovan Condorelli di CataniaHistorica - la problematica più urgente è proprio quella idrica: «Nelle case viene fornita l’acqua domestica direttamente dal Consorzio di bonifica, in quanto si tratta di aree pensate solo per scopo agricolo. La prospettiva è quella di inserire nel nuovo Pug, il Piano urbanistico generale, delle modifiche che portino queste aree a rientrare a pieno titolo come insediamenti urbani, e fornire i residenti di tutti i servizi come l’acqua corrente potabile». Ad oggi infatti la fornitura di acqua non solo non è costante, ma avviene con acqua non potabile che nasce proprio per usi irrigui.

Per quanto riguarda il tavolo tecnico all’ex provincia invece «attendiamo a breve il report di quella riunione, e poi si dovrebbe procedere con singoli incontri divisi per problematica», conclude Valenti.