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Il documentario

Sette giorni in moto con gli agenti di polizia di Catania: «Immagini senza filtri»

Il videomaker Roberto Chibbaro racconta il lavoro quotidiano delle “Nibbio” nel suo "Fine turno mai"

11 Maggio 2026, 07:30

Sette giorni in moto con gli agenti di polizia di Catania: «Immagini senza filtri»

Sette giorni fianco a fianco agli agenti di polizia delle Nibbio, le motovolanti della Questura specializzate nel pronto intervento. Sette giorni intensi, ripresi in ogni parte «e senza filtro». Il risultato, come riferisce il regista del documentario “Fine turno mai”, Roberto Chibbaro, «è qualcosa che mostra una realtà sconosciuta ai più: il lavoro intenso, la dedizione, l’organizzazione e la fatica dei ragazzi che ho seguito».

Chibbaro è un imprenditore digitale e un videomaker, e da qualche anno si dedica alla divulgazione di aspetti nascosti della nostra società. Lo ha fatto con i podcast, come quello intitolato “Italiani brava gente”, nel quale ha ripreso vicende «come quella del primo testimone di giustizia in Italia, Piero Nava, che sono riuscito a contattare dopo molta fatica». Con questo documentario, che è stato mostrato ieri in anteprima sul suo canale Youtube, Chibbaro alza l’asticella. «Oltre alla passione documentaristica - prosegue - qui c’è anche quella per le motociclette, che mi accomuna agli agenti, che fin da subito mi hanno accolto in quei giorni fianco a fianco. Mi hanno fatto sentire parte del gruppo».

Un punto di contatto non banale, soprattutto quando come in questo caso «mi è stata data davvero carta bianca: nessun filtro, solo le immagini di una Catania che io stesso non immaginavo esistesse. Quando vai in moto per lavoro in una città così impegnativa c’è bisogno di uno sforzo mentale e fisico che va oltre anche alla preparazione. Situazioni al limite che ho ripreso, come quando è stato fermato un uomo con una mannaia».

Chibbaro specifica: «No, non voglio incensare nessuno. Ma immagini e testimonianze come quelle che ho raccolto servono a rompere la dicotomia del dibattito, che per forza di cose è completamente appiattito su chi difende le forze dell’ordine e le esalta in qualunque contesto, e chi all’opposto è contro. In mezzo c’è l’umanità e il sacrificio di questi ragazzi che non si vede mai, un dibattito sano non può prescindere dai problemi che affrontano ogni giorno per strada, tra emergenze, diffidenza, provocazioni di chi si sente impunito, violenza. Non possono esserci schieramenti, e i cittadini hanno bisogno di conoscere».

Le parole di Chibbaro vanno esattamente nella stessa direzione di quelle del capo della Polizia italiana Vittorio Pisani, a Catania lo scorso 17 aprile per inaugurare i locali della nuova Questura. Ovvero: «In una Italia dove i reati diminuiscono costantemente da anni, bisogna restituire la percezione della sicurezza».

E Chibbaro conclude: «Se ho potuto fare questo, se ho potuto essere “vero”, è grazie a quanto concessomi dalla polizia. E ringrazio per questo il Questore Giuseppe Bellassai, l'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e soprattutto questi ragazzi, che nelle giornate di riprese, tra novembre e marzo, mi hanno mostrato come il loro lavoro sia solo incentrato a un obiettivo: salvare vite».