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Il processo a Catania

L'omicidio della piccola Elena, la mamma: «Perdonatemi». E la difesa chiede la giustizia riparativa

Martina Patti, già condannata in primo grado a 30 anni, ha parlato in video collegamento alla Corte d'Assise d'Appello di Catania

11 Maggio 2026, 15:05

Elena Dal Pozzo e la madre Martina Patti

«Chiedo perdono al papà di mia figlia e ai nonni materni. Sono scuse sentite e consapevoli che arrivano dopo un percorso psicologico che sto conducendo da quando sono detenuta. Ho fatto qualcosa di orribile: ho ucciso mia figlia». Martina Patti, in videocollegamento dal carcere, ha pronunciato queste poche parole nel corso dell'udienza del processo di secondo grado che si sta celebrando davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Catania. La donna è accusata dell'omicidio della figlia Elena Del Pozzo, avvenuta a Mascalucia, ai piedi dell'Etna. Ha accoltellato la piccola, che era messa in alcuni sacchi della spazzatura, e l'ha seppellita in un campo sciaroso. Era il 13 giugno 2022. Patti in un primo momento ha inscenato il sequestro della bimba di quasi 5 anni. Quando le indagini, però, hanno fatto emergere che nessun rapimento era avvenuto ha dovuto confessare. E il giorno dopo ha portato i carabinieri nel terreno dove aveva occultato il corpicino. Martina Patti in primo grado è stata condannata a 30 anni di carcere.

Una volta ascoltate le dichiarazioni dell'imputata ha preso la parola l'avvocato Tommaso Tamburino, che difende Patti assieme al penalista Gabriele Celesti. Il legale ha chiesto per la sua assistito l'accesso al percorso della giustizia riparativa. Istanza già depositata per iscritto. Il presidente della Corte d'Assise d'Appello ha poi dato la parola alla Pg e all'avvocato di parte civile. Il sostituto procuratore generale Agata Consoli ha dato parere contrario alla giustizia riparativa, poiché ha rilevato che la confessione non è piena in quanto non c'è una consapevole assunzione di responsabile. E la scelta di chiedere scusa appare un modo per arrivare a una riduzione della pena. L'avvocato Barbara Ronsivalle, in rappresentanza del papà di Elena, Alessandro Del Pozzo e dei nonni paterni, non ha accolto l'istanza di perdono dell'imputata e quindi si è associata alla procura generale sollecitando il collegio a rigettare l'istanza della difesa. L'avvocato di parte civile ha ricordato che la confessione della madre della bambina è arrivata solo quando è stata messa con le spalle al muro.

La Corte d'Assise d'Appello scioglierà la riserva nell'udienza del 7 luglio.