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Isole minori col fiato sospeso, congelato l'aumento fino al 50% del costo dei collegamenti: si decide giovedì al ministero
La Regione, convocata a Roma, ha chiesto alle società di navigazione di sospendere ogni decisione. Giovedì sul tavolo la convenzione vecchia di 10 anni
I rincari sui collegamenti per gran parte delle isole minori siciliane annunciati da Caronte & Tourist sono al momento congelati. Giovedì 14 maggio al ministero delle Infrastrutture è previsto un incontro con la Regione siciliana: all'ordine del giorno c'è l'aggiornamento della convenzione che regola le tratte verso Eolie, Egadi, Pantelleria e Ustica, vecchia di dieci anni. Esattamente quello che da tempo chiedono le società Caronte e Liberty Lines, consorziate insieme nella Sns (Società di navigazione siciliana), e pure i sindacati. Se il prezzo riconosciuto dal pubblico resta quello del 2016, l’operatore sostiene di non riuscire più a tenere in equilibrio i conti senza aumentare tariffe o ridurre corse. Da qui l'annunciato aumento tra il 30 e il 50 per cento, che sarebbe una mazzata per i residenti, ma anche per il turismo.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha chiesto a Caronte di congelare l'incremento. «In settimana è già previsto a Roma un incontro tra i Dipartimenti Infrastrutture della Regione Siciliana e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per dare attuazione alla soluzione individuata insieme al ministro Matteo Salvini, all’assessore Alessandro Aricò e al viceministro Edoardo Rixi. Non possiamo permettere che cittadini, lavoratori e imprese delle isole minori subiscano il costo della condizione di insularità e per questo continuiamo a lavorare per garantire collegamenti efficienti e tariffe sostenibili».
Per i privati il caro gasolio è stato il tassello finale per annunciare una radicale razionalizzazione dei costi, che prevede anche una stretta sui pagamenti del personale. Anche questa, al momento, congelata in attesa di capire cosa verrà fuori dall'incontro a Roma. I rincari sarebbero dovuti entrare in vigore dal 15 maggio, interessando passeggeri, residenti, veicoli privati e mezzi commerciali. Gli aumenti non riguarderebbero i trasporti per le Pelagie. Ma nelle altre isole è scattata la protesta.
Il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D'Ancona, ha accolto «con sconcerto» la notizia e ha scritto una lettera al ministro Matteo Salvini, alla Prefettura di Trapani e alla Regione Siciliana, definendo gli aumenti «del tutto inaccettabili» per le popolazioni delle isole minori e per Pantelleria, «già gravemente penalizzata da collegamenti marittimi inadeguati, irregolari e insufficienti». Per D'Ancona, «un aumento di queste proporzioni rischia di colpire duramente il diritto alla mobilità dei cittadini e di danneggiare in maniera significativa il settore turistico, proprio nel momento in cui le isole si preparano ad accogliere i visitatori per la stagione estiva».
«L'ennesima misura - aggiunge - che pesa sui costi dei collegamenti minaccia di compromettere ulteriormente la vivibilità dell'isola e l'efficacia delle politiche locali, rendendo ancora più insostenibile la permanenza delle comunità nelle isole minori. Desidero ricordare come le criticità storiche dei collegamenti marittimi di Pantelleria siano state ripetutamente segnalate agli organi regionali e nazionali, senza che ad oggi vi sia stata alcuna soluzione concreta. Addirittura, è stata formalmente richiesta una Commissione d'inchiesta per verificare lo stato dell'arte dei collegamenti marittimi verso l'isola, a testimonianza della gravità della situazione». Il primo cittadino si dice preoccupato anche per «le numerose opere pubbliche strategiche in itinere e i ritardi o le difficoltà nei trasporti potrebbero compromettere il completamento dei lavori nei tempi previsti e la corretta rendicontazione».
Per Confesercenti Sicilia si tratta di «un duro colpo non soltanto per i residenti, già costretti a fare i conti con i disagi legati all'insularità, ma anche per le imprese turistiche, commerciali e dell'accoglienza che operano nelle isole e che vedono compromessa la competitività dell'offerta proprio all'avvio della stagione estiva». Vittorio Messina, presidente dell'associazione, ricorda che: «Il diritto alla mobilità deve essere garantito attraverso politiche pubbliche adeguate e strumenti di compensazione" e che l'Italia continua a essere l'unico Paese europeo a non avere una legge quadro specifica sulle isole minori che riconosca in maniera strutturale le condizioni di svantaggio permanente legate all'insularità e preveda agevolazioni fiscali, misure compensative e strumenti di sostegno per cittadini e imprese».
Gli aumenti sono stati contestati anche da Federalberghi isole minori. Il presidente, Christian Del Bono, ha definito la situazione «insostenibile». L'associazione ha inviato un appello urgente ai vertici regionali e al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, per bloccare gli aumenti attraverso l'uso di risorse pubbliche.
