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il giallo

Palermo, il mistero dell'omicidio di via Bonpensiere: vacilla la versione del 16enne, ha portato il tubo con cui lo ha ucciso

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire movente e dinamica della morte del 69enne Pietro De Luca, Oggi l’udienza di convalida del fermo. Venerdì autopsia

12 Maggio 2026, 11:17

11:20

Palermo, l'omicidio Vacilla la versione del sedicenne il mistero del tubo, l’ipotesi rapina

Un delitto per difesa, dettato dall'impeto, un tentativo di rapina andato male oppure rapporti di vicinato che ormai si erano deteriorati, fino alle estreme conseguenze? Tanti i misteri ancora per la morte di Pietro De Luca, 69 anni, ucciso venerdì scorso a Palermo, in un casolare di campagna in via Buonpensiero. Oggi forse se ne saprà qualcosa di più, visto che è stata fissata davanti al gip del Tribunale per i minorenni, l’udienza di convalida dell’arresto del sedicenne che ha confessato di avere ucciso l'ex infermiere ormai in pensione. Di sicuro c'è veramente poco, tranne purtroppo la morte di De Luca, brutalmente colpito cinque o sei volte con un tubo di metallo che il ragazzo, secondo gli investigatori, avrebbe portato con sé prima di entrare nell’abitazione del vicino.

La squadra mobile è al lavoro per chiarire il movente e ricostruire le dodici ore intercorse tra l’omicidio e la presentazione del giovane in questura. Il minorenne sostiene di avere subito avance sessuali da parte del pensionato, una versione contestata dai familiari della vittima. Giovedì sarà conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo di De Luca, esame che verrà eseguito tra venerdì e sabato all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico.

La posizione del tubo è una delle cose che lascia più perplessi gli investigatori: non si trovava nel casolare ma sarebbe stato introdotto dal ragazzo, un’ipotesi difficilmente compatibile con un delitto d’impeto e che, se confermata, metterebbe in discussione tutto il castello accusatorio dell'uomo.

Il sedicenne ha riferito di essere stato invitato per una bevuta e di avere reagito per difendersi da un approccio sessuale indesiderato. La procura, al momento, non avrebbe individuato riscontri a un’aggressione a sfondo sessuale. Il ragazzo avrebbe infierito su De Luca mentre era a terra, fino a provocargli la frattura del cranio.

Gli inquirenti cercano conferme che il delitto sia avvenuto nella mattinata di venerdì. L’analisi dei telefoni e l’audizione dei familiari della vittima e del minorenne serviranno a definire gli spostamenti nelle dodici ore trascorse tra il delitto e la costituzione in questura. In quel lasso di tempo, dal cellulare di De Luca sono partiti messaggi alla moglie, che si trovava a casa a poco più di un chilometro dal casolare: «Sono ancora qui, faccio tardi». Secondo gli investigatori, l’uomo era già deceduto.

Non si escludono, nel frattempo, anche altre piste, come quella di una rapina andata male, suggerita dagli stessi familiari, e quello di un dissidio per il terreno, visto che quello di De Luca era confinante con quello della famiglia del ragazzo.