Il comitato Scogliera D’armisi
«Presidente, non firmi il decreto sul porto». L'appello da Catania a Mattarella
L'iter è quasi concluso, ma le associazioni che si oppongono all'ampliamento a nord e a sud dell'attuale scalo provano il tutto per tutto: «Scongiuri un atto scellerato ai danni dell'ambiente»
«Ci appelliamo a Lei con fiducia per scongiurare che si consumi un atto scellerato ai danni dell’ambiente». Inizia così l’accorata lettera che il “Comitato salvaguardia Scogliera d’Armisi” e varie associazioni ambientaliste (Volerelaluna Catania – Lipu Catania - Comitato per il parco di Monte Po’ – Vallone Acquicella - Wwf Sicilia Nord Orientale – Memoria e Futuro – Sunia – Osservatorio per le Politiche Urbane e Territoriali) hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Gli autori infatti si battono da mesi, anche in sede di giustizia amministrativa, per fermare l’iter per il nuovo piano regolatore del porto.
Nelle scorse settimane il decreto del presidente della Repubblica (Dpr) con cui si attua la cessione delle aree a nord e a sud dell’attuale scalo per ampliarne la superficie è stato approvato dalle commissioni competenti di Camera e Senato, e l'atto a oggi è sotto l'esame della Corte dei Conti per il benestare finale. A dispetto del nome, il Dpr è quindi un atto tecnico-politico, e la firma di Mattarella sarebbe solo una formalità. Ma le associazioni pur consapevoli che il presidente «non può esprimersi nel merito», chiedono comunque questo atto irrituale.
«Speriamo e confidiamo - prosegue la lettera - che Lei possa considerare gli aspetti giuridici più che controversi. Il Prp è colmo di violazioni di norme nazionali e comunitarie». Le associazioni sottolineano come sia le grotte laviche dell’Armisi che la foce dell’Acquicella verrebbero coperte da uno sversamento di milioni di metri cubi di cemento anche dentro il mare per consentire, in via prioritaria, la costruzione di un bacino dedicato a pochi megayacht per supermilionari. Contro questo scellerato progetto di devastazione ambientale sono state raccolte circa 4500 firme di cittadini. Firme che sono state inviate a Mattarella. A giugno inoltre arriveranno le udienze sul merito dei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale presentati. La battaglia, per le associazioni, è quindi ancora tutta da combattere.

