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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:30
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Il progetto

Ampliamento del porto di Catania, la città che dice "no": «Si blocchi l'iter alla Camera»

Varie associazioni cittadine, accompagnate dai consiglieri comunali del M5s Bonaccorsi e Ciancio, illustrano i limiti di un progetto «che rovinerebbe l'area naturale della Scogliera D'Armisi»

28 Aprile 2026, 13:12

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L'appuntamento cruciale è per giovedì 30 aprile: in quel giorno la Commissione Trasporti della Camera dei deputati darà il proprio parere sul Decreto del Presidente della Repubblica che di fatto approverebbe la proposta di nuovo piano regolatore del porto di Catania. Il voto al Senato è già stato positivo, e gli attivisti catanesi dell'Osservatorio politiche urbane e territoriali, di Lipu, di Wwf, del Sunia, di Volere la Luna e tante altre realtà si sono dati questa mattina appuntamento in piazza dei Martiri, sul cosiddetto "passiatore" che si affaccia proprio nell'area che, se il piano dovesse essere approvato, vedrebbe una nuova darsena che nei piani ospiterebbe un nuovo approdo per la diportistica e grandi yacht. Con loro anche i consiglieri comunali del Movimento Cinque stelle Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio

Ciancio ricorda che «a Catania non c'è il Pudm, il Piano di utilizzo del demanio marittimo, strumento regolatorio sul quale l'amministrazione dà la propria impronta. Abbiamo solo un piano regolatore portuale che riteniamo folle, lontano dal volere dei cittadini, che l'hanno dimostrato con una petizione firmata da oltre 4.000 persone per fermarlo». Bonaccorsi aggiunge: «Sono stati spesi milioni di euro per rifare il molo di Levante e nel piano è previsto che questo venga in buona parte distrutto per consentire il varco di accesso delle barche e poi realizzare la nuova parte del porto su aree che non sono nemmeno dell'autorità portuale. Vorremmo capire su quale logica hanno deciso di creare un nuovo porto che i cittadini vedrebbero tra trent'anni. Abbiamo già avvisato la nostra deputazione nazionale».

L'ingegnere Mario Spampinato, dell'Osservatorio politiche urbane e territoriali ricorda poi come contro il Prg portuale «sono stati tre ricorsi al Tar, le cui udienze sono state già fissate a giugno». In caso di vittoria dei ricorrenti si avrebbe quindi una situazione nella quale quanto approvato in Parlamento dovrebbe essere rivisto. «Noi rileviamo - prosegue - che le osservazioni fatte dal Ministero dell'Ambiente e dalla Sovrintendenza di Catania sono state messe dentro al piano in parte minima. Ancora una volte riteniamo ingiustificata la realizzazione di opere con un milione e mezzo di metri cubi di cemento con anche previsti edifici alti fino a 24 metri, otto piani. Una muraglia che rovinerebbe per sempre lil rapporto della città del mare». Spampinato rileva inoltre che il percorso di approvazione in Parlamento sia monco di un passaggio: «Non è stata fatta la fase dell'Air, l'analisi di impatto e regolamentazione, che avrebbe dato 28 giorni di tempo per presentare osservazioni. Questa non è stata inserita perché l'area sarebbe senza nessun valore urbanistico e naturalistico. E c'è anche un errore: si parla di 150 metri di costa interessata, in realtà sono 700 metri».

Il valore naturalistico è invece fondamentale secondo le associazioni, come spiega Giuseppe Rannisi di Lipu: «Ci si dimentica che la scogliera d'Armisi prosegue anche sott'acqua e la darsena la distruggerebbe. Inoltre a Sud si rovinerebbe l'area della foce del fiume Acquicella. Ricordo che lì ci sono specie animali e vegetali protetti dalle direttive europee Uccelli e Habitat».

Le speranze che il voto alla Camera vada diversamente da quello, positivo, espresso già in Senato sono quindi ancora accese. Ma i manifestanti proveranno a fare ancora varie iniziative. Innanzitutto, invitato la popolazione a firmare una petizione online per la salvaguardia della Scogliera D'Armisi. E anche a scrivere, in massa, alla Commissione della Camera. Poi, esattamente come fatto in piazza dei Martiti questa mattina, invitano la popolazione a esporre dei lenzuoli di protesta. Quello esposto su un palazzo che si affaccia proprio sul "passiatore" recita: «Il mare è nostro».