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Palermo

Il nuovo “Barbera” si presenta in Consiglio, lanciato lo sprint finale per Euro 2032

Arrivano le carte sulla fattibilità tecnico-economica ma rimane il nodo della capienza da aumentare. Tra le altre grane da risolvere con Palazzo delle Aquile la nuova linea del tram, con ipotesi di deviazione della tratta A

22 Maggio 2026, 07:00

10:14

Il nuovo “Barbera” si presenta in Consiglio, lanciato lo sprint finale per Euro 2032

Addio Barbera, anche a intermittenza. Niente paura, “soltanto” una clausola del nuovo schema di convenzione che accompagna la rivoluzione dell’impianto. Schema che dovrà essere approvato entro luglio insieme alla progettazione, perché il 31 di quel mese la Uefa chiuderà il dossier per la designazione delle sedi di Euro 2032. Rivoluzione che segna oggi, con la presentazione ufficiale del Piano di fattibilità tecnico economica da parte del Palermo, sugli elaborati di Populous, al consiglio comunale, un passo decisivo. «La Società sarà legittimata a cambiare il nome, anticipando o posponendo quello via via convenuto con uno o più sponsor”, si legge.

Certamente, addio al Barbera per come lo conosciamo, con le piaghe e ammaloramenti documentati impietosamente da una delle tante dozzine di allegati. Una giungla di carte e relazioni che, intanto, circoscrivono l’area di intervento, per poi entrare nel merito delle mille questioni paesaggistiche, idrogeologiche, archeologiche e via spulciando. Si tratta di un ambito complessivo di circa 63.550 metri quadrati e «il progetto - si legge - prevede un aumento da 36.215 a 38.152 posti, con un incremento di circa 2.000 spettatori rispetto alla configurazione attuale». Vecchia versione, poiché già il consiglio, su proposta di Oso-Controcorrente (Giulia Argiroffi e Ugo Forello) aveva espresso la necessità di aumentare ad almeno 40mila, cifra base per ospitare una finale di Europa League. «L’intervento - compita la relazione generale - prevede la demolizione e ricostruzione dell’anello inferiore, il mantenimento e recupero dei livelli superiori realizzati negli anni Ottanta con la relativa struttura metallica, la sostituzione della tribuna ovest (la tribuna sic et simpliciter, ndr) nella sua configurazione attuale e la rimozione della copertura esistente, oggi limitata a una sola parte dello stadio, con la realizzazione di una nuova copertura continua estesa all’intero impianto. A questa trasformazione, «si affianca la ridefinizione dell’area sud-ovest, con la demolizione dell’attuale Pallone e la realizzazione di un nuovo volume autonomo e complementare al funzionamento del complesso». Cioè Casa Palermo, che ospiterà uffici, museo e tutto ciò che fa rappresentanza e comunicazione. «Tra gli obiettivi principali, la copertura completa dei posti; l’adeguamento e il potenziamento dei servizi per il pubblico in tutti i settori; il miglioramento dell’accessibilità generale; l’inserimento di nuovi spazi hospitality, commerciali e di accoglienza; la possibilità di riutilizzare una parte significativa di tali spazi in chiave sociale, culturale, direzionale e commerciale nei giorni di non partita»

Nodi particolarmente importanti, la viabilità e la sosta, con un’articolata Relazione trasportistica che non risparmia riflessioni sui vicendevoli sgambetti con il tram: «Per quanto riguarda la futura linea tranviaria “Tratta A”, durante gli eventi sportivi il servizio potrà interferire con l’area di controllo e prefiltraggio prevista su viale del Fante e via Cassarà, nel corso di confronti preliminari con il Comune sono state ipotizzate possibili soluzioni alternative, tra cui la deviazione del tracciato lungo via del Carabiniere, oppure servizi sostitutivi su gomma nelle giornate di evento». I parcheggi: «Tra parcheggi pubblici, parcheggi pubblici di interscambio e parcheggi privati ad uso pubblico, si stima una disponibilità di circa 6.700 stalli. Nello scenario futuro, anche grazie al potenziamento del parcheggio De Gasperi e al possibile utilizzo dell’area ex-nomadi, la dotazione potrebbe raggiungere circa 8.000 stalli».

L’integrazione tra gli spazi urbano, naturale e impiantistico, dicono le carte, si ispira agli elaborati fondati sul concetto del «quarto spazio» di Maurizio Carta, architetto e assessore all’Urbanistica.