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IL RACCONTO

Il concorso infinito del Cefpas: sei ore in aula, un'inchiesta per corruzione e 417 promossi

Iniziato nel 2020, l'esame per l'Asp che si è tenuto nel centro di formazione nisseno arriva alla prova scritta mentre sulla struttura si abbatte l'indagine della Procura

04 Giugno 2026, 14:31

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Il concorso infinito del Cefpas: sei ore in aula, un'inchiesta per corruzione e 417 promossi

«Ho fatto la prova dentro una sala con quasi cinquecento persone, o almeno credo, ma sicuramente l'aula era piena dal primo all'ultimo posto», ci fa sapere un partecipante che preferisce non farsi identificare. «Ho trascorso quasi sei ore lì dentro, poi ho consegnato perché non stavo capendo più nulla, ero mentalmente sconnesso» prosegue ancora «a un certo punto il presidente si è messo a spiegare la traccia: non è stato specifico e non ha agevolato nessuno, ma ha comunque voluto dare qualche informazione, visto il titolo poco specifico del tema, cosa mai vista da quando faccio concorsi». Continua: «La traccia era piuttosto vaga, effettivamente: chiedeva di approfondire le funzioni delle unità amministrative all'interno dell'azienda sanitaria».

Insomma, tra gli spauracchi di un concorso interminabile, la paura della commissione di non apparire adamantina e le notizie provenienti dalla cronaca giudiziaria che, casualmente, hanno colpito l'ambito sanitario, vi è stato sicuramente un eccesso di zelo sul fronte della trasparenza, che ha portato a prolungare oltre il previsto quella giornata del 27 febbraio 2026. Il calvario sembra finalmente vedere la luce in fondo al tunnel. Sarà la volta buona? Probabilmente sì, perché dopo una lunga attesa è arrivato il riscontro, con gli esiti della prima prova pubblicati alcuni giorni fa.

Ma andiamo con ordine. L'ultima convocazione era fissata per il 5 dicembre 2025, salvo poi essere rinviata con una PEC inviata ai candidati il giorno precedente, alle ore 18. Nella comunicazione si leggeva: «A seguito di atti dispositivi e regolamentari aziendali, approvati in itinere e notificati alla Commissione in data odierna, si differisce la prova scritta prevista per il 05.12.2025 alle ore 09.00 a data da destinarsi, che verrà indicata con successiva comunicazione a mezzo PEC». Una nuova data che arriverà soltanto per venerdì 27 febbraio 2026.

Dopotutto, un semplice concorso? Non proprio. E non perché gli ambiti posti in palio potrebbero garantire a chi dovesse aggiudicarseli quelle certezze tanto care alla narrazione "zaloniana", ma perché l'infinito calvario, iniziato nel 2020, ha assunto i contorni di un vero e proprio travaglio amministrativo. Una vicenda segnata dalla riapertura dei termini all'inizio del 2025, dai cambi di commissione e dai continui rinvii e rimbalzi, persino alla vigilia delle prove, senza dimenticare i chilometri percorsi dai candidati per raggiungere la sede d'esame, il Cefpas di Caltanissetta. Un percorso tortuoso che ha riservato emozioni e colpi di scena fino al giorno della tanto attesa prova scritta. Un percorso che oggi si intreccia con ben altro: la Procura di Caltanissetta ha avviato un'inchiesta per corruzione e falso ideologico che coinvolge la gestione del Cefpas, con otto persone destinatarie di un invito a comparire — tra cui il direttore dell'ente e un deputato regionale — e perquisizioni eseguite nella sede dello stesso centro di formazione.

All'ingresso, massima accoglienza da parte del personale dell'Asp e dei volontari della Croce Rossa, presenti e disponibili per tutta la durata della giornata. I problemi, però, si manifestano sin dai primi minuti, quando i candidati comprendono che non solo le operazioni di accredito avvengono uno alla volta, ma che la stessa modalità viene adottata anche per l'accesso ai servizi igienici, disposizioni dall'alto. Da quel momento inizia un vero e proprio calvario: la commissione si presenta soltanto dopo diverse ore; trascorrono quasi quattro ore prima dell'avvio delle operazioni di sorteggio delle buste contenenti le tracce e occorre attendere un'altra ora e mezza — il tempo minimo previsto dal regolamento dall'inizio della prova — prima di poter lasciare l'aula, anche nel caso di consegna in bianco. In totale, la permanenza all'interno della struttura supera le cinque ore e mezza e può arrivare fino a sette per chi decide di utilizzare tutto il tempo a disposizione, considerato che la prova aveva una durata massima di tre ore.

I risultati, pubblicati qualche giorno fa, avranno probabilmente contribuito ad attenuare parte del malcontento, considerato che ben 417 candidati hanno superato la prova. Sono invece 44 coloro che non hanno raggiunto il punteggio minimo di 21 punti, mentre 11 candidati si sono ritirati. Il concorso infinito avanza, volendo citare il Magnifico: «chi la dura la vince».