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Blitz "Onda nuova", nell'inchiesta i verbali dello Scarface catanese. Cerbo: «I soldi li davo a Cristian Marletta»
I verbali di William Cerbo sono serviti a supportare le accuse nei confronti dei presunti esponenti del clan Mazzei, inclusi familiari del "carcagnusu", finiti oggi in manette
Le dichiarazioni di Willam Cerbo, conosciuto come lo “Scarface” della mafia catanese per la sua fissazione con il personaggio interpretato da Al Pacino, sono finite anche nel fascicolo dell’inchiesta “Onda nuova” che stamattina ha duramente colpito il clan Mazzei. Cerbo è uno dei componenti della super cupola della mafia lombarda composta da Cosa Nostra, Camorra e ’Ndrangheta.
Il catanese ha cominciato a collaborare lo scorso autunno con i pm della Dda milanese che hanno coordinato la maxi indagine Hydra.
«Io già da giovane frequentavo la famiglia Mazzei, in particolare la famiglia di Angelo Privitera “detto Scirocco”», ha spiegato agli investigatori.
Cerbo racconta la sua scalata all’interno del clan Mazzei. Era specializzato in reati economici. «Già da giovane organizzavo fallimenti pilotati, ovvero acquisivo società, le svuotavo e poi le stesse fallivano. Già nel 2006 sono stato avvicinato da Sergio Minnella che mi garantiva protezione per le attività illecite che svolgevo. Io mi tenevo cari i Mazzei con regali di varia natura, anche economica. Quando Privitera - racconta - esce dal carcere è lui che prende le redini del clan ed era a lui che davo il compenso per la protezione».
L’ex boss in giacca e cravatta cita una serie di società che avrebbero fatto parte del piano dei fallimenti pilotati in nome dei Mazzei. Privitera infatti avrebbe preteso il 50% dei profitti.
A un certo punto Cerbo riesce ad avere un incontro con Nuccio Mazzei, il figlio del capomafia Santo "u carcagnusu". «Tramite mio padre e un ragazzo di nome Gianluca Tucci ottengo un incontro con Nuccio Mazzei - racconta - quando mi vede manifesta la sua soddisfazione per avermi finalmente conosciuto. Da quel momento divento uno di famiglia di Nuccio e con lo stesso ci accordiamo affinché lo versassi un importo fisso di circa 30/40mila euro per ogni affare che concludevo».
Cerbo avrebbe avuto modo di conoscere diversi componenti della famiglia mafiosa, come Gaetano Pellegrino "u funciutu".
Il pentito ha raccontato poi le sue trasferte fuori dalla Sicilia: «Successivamente mi sposto prima a Roma e poi mi trasferisco a Milano con Gaetano Cantarella (l’uomo che era al vertice del consorzio delle mafie come rappresentante dei Mazzei e che è vittima di lupara bianca). Divento il “collettore” degli affari illeciti dei Mazzi a Milano».
Cerbo ha rivelato agli investigatori anche vari problemi che ha avuto, anche con esponenti di peso di altre consorterie mafiose come i Laudani. Ma spiega anche l’epoca della gestione delle discoteche, molte delle quali erano localizzate nella zona della stazione e quindi i Santapaola-Ercolano - legati agli Zucchero - hanno preteso di gestire i parcheggi dei locali.
Poi Cerbo è coinvolto nel blitz Scarface, per cui è stato condannato per associazione mafiosa. Da lì ha cominciato ad avere problemi. Ad aiutarlo sarebbe stato Christian Marletta Intravaia, arrestato oggi. Il pentito lo descrive come un «ragazzo intelligente».
«Cristian era giovane ma molto intelligente, è il figlio di Simona Mazzei. Raccontai a Cristian i miei problemi economici e ottenni protezione da lui anche per i miei debiti. Sono tornato a lavorare con le discoteche e dopo contatti con alcuni soggetti del clan Cappello, prendo in gestione il Maeva Beach nelle ore notturne ma il locale non va bene e io assumo un debito con il proprietario del club. Per la restituzione del debito ci fu l'interessamento di soggetti dei Cappello e ci fu incontro al Maeva Beach cui partecipò anche Cristian Marletta, all'esito del quale il debito mi venne abbonato anche per i buoni rapporti che avevo con il fratello di Massimo "u carruzzeri", Giampiero».
Cerbo ha anche spiegato la sua vita criminale a Milano. «Avevo gli arresti domiciliari "lavorativi" e da lì, ovvero dal 2018, ricomincio le mie attività illecite ma da quel momento l'importo che destinavo a Nuccio Mazzei lo indirizzavo a Marletta».
Il collaboratore poi inizia ad avere contatti con personaggi importanti della mafia milanese. «Nella primavera del 2019 conosco Giancarlo Vestiti anche per l'interessamento dello stesso per un recupero crediti che Cantarella aveva fatto a Filippo Crea. L'importo del recupero era di 250.000 euro ma dopo un incontro tra le parti l'importo era stato fissato a 100.000 euro che il Cantarella si era impegnato a consegnare, cosa che però poi non fece».
Il pentito però ha uno scontro con Vestiti, che sarebbe stato risolto dal giovane Marletta Intravaia. «Nell'autunno del 2019 ho un battibecco con Vestiti e per tale situazione Marletta sale a Milano e andiamo a mangiare a Milano dove facciamo un incontro chiarificatore, alla presenza tra gli altri Vestiti e Cantarella. Cristian era salito anche per parlare con Antonio Ernani, narcotrafficante importante su Milano, che avevo fatto conoscere proprio a Cristian e tramite lui Marletta ha ottenuto contatti con fornitori di stupefacenti in Spagna e Marocco».
Questi ultimi stralci fanno comprendere lo spessore criminale che il figlio di Simona Mazzei avrebbe assunto all’interno della famiglia di Cosa Nostra.

