Il caso
La protesta per i diritti dei disabili arriva fino all'Autorità regionale: l'incontro si sposta dal primo piano al cortile
L'appuntamento di domani, dedicato ai combattenti indipendentisti siciliani, si sarebbe dovuto svolgere nel Salone degli specchi del Comune di Giarre. Ora ha una nuova location
La nuova locandina recita: “Cortile interno del municipio”. Una modifica minuscola, ma che sa di vittoria. Almeno per la Garante delle persone con disabilità della città di Giarre, Alessandra Strano, per le numerose associazioni che le avevano dato manforte, e per la Garante regionale Carmela Tata, intervenuta anche lei con una lettera al sindaco giarrese Leonardo Cantarella e al deputato regionale, e consigliere comunale locale, Santo Primavera.
Tutto ruota attorno a un appuntamento, fissato per il 18 giugno, in ricordo di Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice, combattenti indipendentisti siciliani aderenti all'Evis (Esercito volontario per l'indipendenza della Sicilia), morti a Randazzo il 17 giugno 1945. A sottolineare la rilevanza dell'incontro i grandi ospiti previsti: oltre al sindaco Cantarella e al deputato Primavera, ci saranno il senatore Antonio Scavone, il deputato Giuseppe Lombardo, e l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo a chiudere i lavori.
Tutto bello se non fosse stato organizzato nel Salone degli specchi del municipio giarrese, al primo piano e senza ascensore. Un fatto che ha generato le proteste della garante Strano, da maggio 2025 nominata a tutela dei diritti delle persone con disabilità. La lettera di Strano, lungi dall’essere una critica dell’iniziativa nel merito, lo è invece nel metodo: «Il tema posto riguarda la piena accessibilità degli spazi e dei luoghi pubblici e la possibilità per tutte le cittadine e i cittadini di partecipare agli eventi in condizioni di autonomia, pari dignità e inclusione», si leggeva in una lettera indirizzata giorni fa all’amministrazione ma rimasta senza risposta.
A lei decide di dare manforte, lunedì, la garante nominata dalla Regione Siciliana Carmela Tata. «Il comportamento adottato dagli organizzatori dell’evento, in una sala posta in piano superiore non accessibile a tutti, presenta “in fieri” (ove non intervengano tempestive soluzioni alternative volte a prevedere che l’evento si svolga in altra location accessibile), le connotazioni tipiche della discriminazione indiretta di tipo collettivo in danno delle persone con disabilità», si legge nella reprimenda inviata da Tata al sindaco Cantarella e al deputato Primavera. Dice ancora Tata: «Oggi le persone, anche con disabilità grave o gravissima, si muovono, vanno a scuola, all'università, prendono metropolitane, fanno sport di livello nazionale e internazionale, seguono eventi culturali e quant'altro ed è, pertanto assolutamente ingiusto, tanto sul piano morale che giuridico, che essi possano rimanere dietro la porta di un luogo dove si svolge una pubblica manifestazione».
«Si ritiene utile ricordare - aggiunge Carmela Tata - che non può essere considerato quale “accomodamento ragionevole” la presenza il loco di eventuali “assistenti-portantini” poiché le persone che si muovono su sedia a ruote non devono mai essere prese di peso con le loro carrozzine, non solo perché viene messa in pericolo la loro incolumità, ma soprattutto perché l’atto è oggettivamente lesivo della dignità e dell'indipendenza personale del trasportato/a».
Poco dopo, la modifica della locandina e la scelta di spostare l’appuntamento, complice anche la bella stagione, nel cortile interno del Comune. Ma il problema delle barriere architettoniche resta, e non si può risolvere cambiando location.
