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27 agosto 2026 - Aggiornato alle 19:10
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L’analisi

Quiete (apparente) a Catania e Far West nell’hinterland: l’“exit strategy” della mafia, in attesa di nuovi rigurgiti catanesi

Il baricentro della violenza si è spostato. Ma il “silenzio” potrebbe essere solo un modo per prendere tempo e affilare le armi

27 Agosto 2026, 19:10

Quiete (apparente) a Catania e Far West nell’hinterland:  l’“exit strategy” della mafia, in attesa di nuovi rigurgiti catanesi

L’estate sta quasi terminando. Il “caldo” è solo atmosferico in città. Un clima totalmente differente da quello si è registrato a giugno, quando si sono susseguite sparatorie e conflitti armati. La più eclatante, quella di piazza Beppe Montana con due feriti (fra cui uno grave e ancora in ospedale).

Il baricentro della violenza si è spostato fuori da Catania, nell’hinterland. Nell’acese si stanno verificando una serie di “spaccate”, anche più di una nella stessa notte, con l’utilizzo di auto rubate. Ma questo pare più un fenomeno legato alla microcriminalità, con azioni pianificate per poter accumulare qualche spicciolo per comprare le dosi di droga. Più complesso invece quello che avviene nella triangolazione Misterbianco, San Pietro Clarenza e Motta Sant’Anastasia. Auto e furgoni bruciati (con pistole all’interno) e sparatorie con inseguimenti in pieno centro storico medievale. Territori che, come hanno dimostrato le inchieste antimafia Gisella, Black Lotus e Malupassu, sono governati a livello criminale dalle famiglie di Cosa Nostra. Precisamente dai Santapaola-Ercolano e dai Nicotra-Tuppi (alleati dei Mazzei di Catania).

In città, quindi, la strategia dei clan mafiosi - dove si sono registrate molte scarcerazioni eccellenti nell’ultimo anno in ogni gruppo criminale - è quella di mantenere un livello basso per provare anche a riorganizzarsi dopo i duri colpi inferti dai blitz delle forze dell’ordine. Che a ogni atto di violenza hanno risposto con dispositivi di “alto impatto” nelle zone calde, mandando in tilt soprattutto il mercato nero delle piazze di spaccio in strada e indoor. Le prove muscolari, invece, si sono spostate in modo da creare caos e far sentire “muscoli e forza”.

Nello sfondo i riassetti di una mafia che usa la violenza per radicarsi e fare affari illeciti. Droga, estorsioni ma anche altri. L’“exit strategy” della mafia, in attesa di nuovi rigurgiti catanesi.