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Catania

Etna, la cenere non dà pace: ancora caos a Fontanarossa, alt ai voli fino alle 12 di oggi

Ieri cancellati 80 arrivi e 130 partenze. Cabina di regia Enac: si aspettano gli effetti. Dal cratere di Nord-Est emissione di gas “passivo”

28 Settembre 2026, 00:10

Etna, la cenere non dà pace: ancora caos a Fontanarossa, alt ai voli fino alle 12 di oggi

L’Etna continua a sprigionare cenere. Il Vona è bloccato ormai da oltre 24 ore sul rosso. E gli aerei, quindi, restano a terra. Non solo un’estate da dimenticare. A Fontanarossa il primo fine settimana d’autunno è ancora caos collegato all’emergenza cenere. Oggi, salvo cambiamenti ad alta quota, non si vola fino alle 12. Ieri sera, poco prima delle 21, è arrivato - con un’attesa per i cronisti simile a quella per i Dpcm di Conte durante la pandemia Covid - l’avviso Sac. La società di gestione dell’aeroporto di Catania ha comunicato che «a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e l’attuale direzione dei venti prevalenti, è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi corrispondenti al settore C1. Sono sospese tutte le attività di volo in arrivo e partenza fino alle 12» di oggi. Lo scenario ai terminal dello scalo catanese ieri è stato simile a quelli visti durante il tormentato agosto scorso: passeggeri attaccati ai monitor per verificare la pianificazione del volo. Con il volto arrabbiato e deluso alla comparsa della scritta “cancelled”. Questa domenica di passione aeroportuale è raccontata dai numeri: sono state annullate circa 130 partenze (cinque voli sono decollati da Palermo e altri cinque da Comiso); cancellati invece 80 arrivi, con 25 voli dirottati a Palermo, 20 a Comiso e 10 a Trapani.

Gli effetti della cabina di regia “allargata”, sotto il coordinamento Enac che - come suggerito da Sac - dovrebbe coinvolgere tutti gli scali aeroportuali siciliani oltre alle autorità istituzionali, non si sono ancora visti. La sinergia fra la società di gestione dello scalo di Fontanarossa, Enac, Ingv, Regione Siciliana e Protezione Civile invece è sempre attiva. «Ma lo è sempre stata», evidenziano con fermezza dalla Sac.

La macchina per far partire il tavolo “allargato” per la gestione dell’emergenza Etna è, quindi, in corso di definizione per poter essere operativa alla prossima emergenza. L’ente nazionale di aviazione civile ha anche avviato una collaborazione con l’istituto nazionale di geologia e vulcanologia: lo scopo è accelerare le risposte organizzative con le conoscenze scientifiche. Non a caso all’incontro, tenutosi a Roma lo scorso 21 settembre, si è discusso anche di Space Weather e di utilizzo dei droni. Nella nota diramata si legge: “Al centro della riunione la volontà di procedere verso la definizione dell’accordo tecnico attuativo dedicato alle ceneri vulcaniche per rendere ancora più efficace e tempestivo il raccordo tra monitoraggio scientifico e esigenze operative dell’aviazione civile”.

Ma diciamolo, forse nessuno si aspettava che una nuova crisi, dovuta alla cenere, arrivasse sui cieli di Catania così a stretto giro. Ma l’Etna, come ha dimostrato in questi mesi, è imprevedibile.

A questo proposito cosa sta succedendo sul vulcano? Sta continuando l’emissione di cenere dal cratere di Nord-Est. Il tremore basso e la sostanziale assenza di eventi infrasonici - specificano gli esperti dell’Ingv - indicano che non è in corso un’attività esplosiva rilevante, ma solo un’emissione di gas “passivo” ricco di litici (cioè frammenti di roccia) alterati. E se il tremore è stabile su livelli medio-bassi, il vento è poco ma costante in direzione Sud-Sud- Ovest (coinvolgendo pienamente alcuni degli spicchi più trafficati dello spazio aereo di Fontanarossa).

Impossibile fare previsioni. Nei giorni scorsi, infatti, ci sono stati momenti in cui l’emissione di cenere era completamente cessata, ma poi è ripresa qualche ora dopo con ancora più vigore. Un esperto vulcanologo, fra il serio e faceto, avanza una domanda: Sai cosa ci vorrebbe? E si dà anche una risposta: «Una bella risalita di magma nel condotto del cratere di Nord-Est e magari una bella fontana di lava a pressione, che potrebbe “ripulire” il condotto di tutte le colate che la Voragine gli ha fatto “ingoiare” quest’estate». Ma l’ultima parola spetta sempre all’Etna.