11 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:03
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L'intervista

Anna Valle senza filtri: tv, teatro, bici e il bacio con Marcorè, "sex symbol inaspettato"

Tra la fiction "Una nuova vita" su Canale 5, "Scandalo" in palcoscenico e una vita lontana dai riflettori, l'attrice racconta i suoi ruoli, l'amore che resiste e il piacere di sorprendere (anche sul set)

10 Febbraio 2026, 19:39

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Anna Valle  senza filtri: tv, teatro, bici e il bacio con Marcorè, "sex symbol inaspettato"

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Sfuggire alle belle statuine di Miss Italia non è facile. Ma l’eleganza naturale, la grazia, il sorriso di Anna Valle hanno subito catturato il pubblico, già da “Commesse” del ’99, dove era un’universitaria che faceva la baby sitter e la cubista. Da allora è stata Soraya e Jackie Kennedy, una delle sorelle Fontana e la maestrina di “Cuore”. E’ gentilissima, voce dolce fitta di risate. Non immaginatela sempre con il collo da cigno e il filo di perle, nella realtà detesta bilanci e anniversari, le piace il rock, viaggiare e si allena in bicicletta. In questi giorni è protagonista della serie tv “Una nuova vita” su Canale 5, dove interpreta Vittoria una donna condannata per l’omicidio del marito che cerca di riprendersi la vita.

Chi è la sua Vittoria?

«E’ una donna che non si butta giù nonostante sia stata condannata ingiustamente e sia stata allontana dal figlio, che ha solo 9 anni, di cui deve riconquistare la fiducia dopo essere uscita dal carcere. In questi anni è stato cresciuto dalla famiglia del padre e crede che sia stata lei a ucciderlo. Vittoria si chiede perché il figlio non abbia mai avuto il dubbio che potesse essere innocente. Il rapporto genitori-figli è centrale nella serie».

Quanti segreti, quante bugie nelle famiglie.

«A volte è facile dire una piccola bugia, pensiamo che non succeda niente, e spesso è così. Ma per sostenerla bisogna costruire tutta una serie di cose. Non vogliamo dire, non vogliamo vedere e questo provoca conseguenze. Nella serie tv c’è qualcosa che la famiglia del marito di Vittoria non ha affrontato e costruisce tutto un mondo intorno».

Il suo è invece un lungo matrimonio felice. Il segreto?

«Siamo fortunati. Non è sempre tutto semplice, io sono spesso sul set. Abbiamo anche noi, come tutti, momenti difficili, però li affrontiamo in modo costruttivo».

Una vita lontana dai riflettori e niente social.

Sono un personaggio pubblico, ma  le persone che mi sono intorno non vogliono essere coinvolte nella mia vita pubblica ed è giusto che  le protegga da irruzioni non gradite nella loro privacy. Una volta si inventavano storie, pettegolezzi, che si diffondevano solo a voce. Oggi se si inventa una cattiveria, magari coperta  dall’anonimato,  ancora più meschino,
viene amplificata dai social che hanno un bacino d'utenza enorme. 

Sempre impeccabile e discreta ma a teatro ha spiazzato con “Scandalo”.

«A teatro si può essere più audaci, per un attore è importantissimo fare ruoli nuovi, diversi. Quando questo mi è stato proposto da Ivan Cotroneo mi ha affascinato subito, perché Laura è una donna che non cerca l’empatia degli altri, non cerca la complicità, non chiede scusa e mette in mostra il suo desiderio sessuale, argomento che fa stare un po’ scomodi sulla sedia, mentre quello maschile è dato per scontato. Lei ha 50 anni e lui 30, sono una coppia possibile, credibile. Laura è una bella donna, colta, intelligente. Lo scandalo è essere soggetti a convenzioni e pregiudizi morali».

Personaggio liberatorio? Si è mai sentita imprigionata in un cliché?

«Mi ha dato la possibilità di accettare la sfida grande del palcoscenico. A teatro credo si debba osare, affrontare un testo che ponga domande. Non so se è proprio liberatorio, però certo è bello confrontarsi con un ruolo diverso».

Teatro e cinema la trascurano.

«Il teatro è il posto in cui un attore può veramente esplorare, magari sarà l’inizio di cose diverse da quelle fatte finora. Vorrei fare più cinema. Tornatore è un sogno, ma mi piacerebbe lavorare con Muccino, Sorrentino e con Cotroneo che con gli attori fa un lavoro di ricerca bellissimo».

Nelle ultime serie tv che ha interpretato le capita di tutto: stupri, drammi, tentativi di omicidio.

«La cronaca offre molti spunti. Negli ultimi anni ho girato più gialli e più donne che hanno subito qualcosa di ingiusto. Sono i temi dei nostri giorni: femminicidi, violenze».

Ha recitato con Gassman, Boni, Preziosi, Pecci. Al “Corriere” ha detto che il miglior bacio sul set è stato con Neri Marcorè, con cui ha girato “Questo nostro amore”.

(Ride) «Mi ha scritto: “Fammi sapere quanto ti devo”».

L’ha trasformato in sex symbol.

«Ma è giusto così – ride ancora - Neri è un sex symbol inaspettato, ecco. E’ un bravissimo attore, mi piacerebbe lavorare ancora con lui, ed è una persona eccezionale».

Ha compiuto 50 anni, ha fatto i conti con l’età?

«Non amo bilanci, compleanni, anniversari ma tutti sentiamo il passare degli anni. Cerco di tenermi in forma, di dormire e mangiare bene, mi alleno, bevo quattro litri d’acqua al giorno. Non sono una sedentaria che ama il divano, mi piace camminare, correre, vado in bicicletta».

Ha corso all’autodromo di Monza.

«Sono molto curiosa, a San Martino di Castrozza ho fatto arrampicata e quando, anni fa, mi è stato proposto un corso di guida veloce e una corsa a Monza su macchine sportive sono andata e mi sono molto divertita».

Sogno nel cassetto?

«Ho da sempre una passione per Lady Oscar! Una donna che doveva essere uomo. Mi piacerebbe un ruolo affascinante come questo».

La bellezza aiuta o frena?

«All’inizio del lavoro d’attrice ti propongono più facilmente dei ruoli, però magari non te ne offrono altri. Credo che crescendo un’attrice non abbia la necessità di essere sempre bella come a trent’anni, la bellezza non è solo gioventù e pelle di porcellana. Penso ad attrici come Virna Lisa o  Laura Morante che non sono state e non sono schiave della loro bellezza».

Cos’è la Sicilia per lei?

«E’ casa, perché ci sono le persone care. Tanti ricordi di bambina e adolescente sono lì. Con tutta la famiglia venivamo per le vacanze nella casa di campagna dei miei nonni a Lentini. Venivano i miei cugini, i miei zii, una famiglia allargata. A 13 anni e mezzo mi sono trasferita a Lentini dove ho fatto il liceo classico. Il mare della Sicilia mi fa sentire a casa».

Viene spesso sull’Isola?

«Non tanto quanto vorrei, vado a trovare mia madre e mia sorella e d’estate vado spesso a Favignana nella casa della famiglia di mio marito».

Cosa le piace e cosa non sopporta della Sicilia, dei siciliani?

«Amo la capacità di farti sentire accolta a braccia aperte. È una caratteristica che noi siciliani abbiamo, il senso forte dell’ospitalità e della famiglia. Non mi piace invece che spesso si lascino andare troppe cose. Abbiamo una terra bellissima, ci sono tantissimi siciliani che hanno voglia di fare bene. Però spesso vedo un po’ di rassegnazione, un lasciare andare. Eppure ci sono le menti, le capacità, le persone giuste».

Un posto del cuore?

«Taormina, Giardini Naxos, da ragazza mi capitava di andare al mare a Isola bella, un luogo meraviglioso. E poi Siracusa e Fontane bianche dove vado volentieri con mia mamma. Ma sono tanti: Acitrezza e Acireale, altri luoghi dell’adolescenza. E Brucoli dove ho passato un sacco di estati con le comitive di amici. Vorrei scoprire di più Palermo e Catania, tanto cambiata da quando ero una studentessa di Giurisprudenza».

Cucina piatti siciliani?

«Non sono una mangiona, ma la cosa che adoro di Lentini è il pane, non lo mangio così da nessun’altra parte. Quando vengo, tappe fisse sono andare a prendere la “esse” con la giuggiulena e la granita di mandorla con la brioche calda. È proprio una goduria».

LA BIOGRAFIA


Anna Valle è nata a Roma nel 1975, a 13 anni si trasferisce a Lentini. Dopo il liceo classico, si iscrive a Giurisprudenza a Catania. Ha vinto Miss Italia nel 1995. Debutta al cinema nel 1998 con “Le faremo tanto male”, in tv Le stagioni del cuore, La Compagnia del Cigno, Sorelle, Lea. Sposata con il produttore Ulisse Lendaro, ha due figli.