1 marzo 2026 - Aggiornato alle 11:31
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FESTIVAL & stile

Ultima notte di moda a Sanremo 76: la nonna incorona Arisa regina del look

Finale della 76ª edizione: moda, cambi d'abito e giudizi della nonna tra guanti di tendenza, ospiti sorprendenti e la vittoria di Sal Da Vinci

01 Marzo 2026, 08:44

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Ultima notte di moda a Sanremo 76: la nonna incorona Arisa regina del look

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Pronta a fare le ore piccole aspettando che venga decretato il vincitore di questa 76ª edizione del Festival di Sanremo, d’altronde ho preso da mia nonna. Tiratardi anche io, mi faccio forza, prendo un caffè e le chiedo che ne pensa delle mise. La giuria voterà pure il brano più bello, noi l’abito.

Dagli anni ‘50 delle prime edizioni le cose non sono cambiate, mi conferma: la finale si vede tutti insieme. “Soprattutto allora -aggiunge – quando la TV l’avevano in pochi e il Festival era motivo di aggregazione, ancora di più nei piccoli centri”. La puntata inizia con un bagno di attualità, perché è vero che Sanremo è Sanremo, ma fuori dalla bolla canora la vita è fatta di altro.

Carlo Conti, padrone di casa per l’ultima volta, sfoggia come ieri un completo doppiopetto dello stilista, suo conterraneo, Stefano Ricci, che lo ha vestito dal primo giorno. Stavolta cede anche lui alla stampa damascata, fortuna che sia ton sur ton.

L’esibizione di Francesco Renga dà il via all’ultima serata di questa edizione. Per l’occasione lui veste un doppiopetto di Canali blu con maxi revers di cristalli che riflettono ogni faretto del palco. Nonna C**** in grande spolvero non perde tempo e affonda subito il suo primo commento: “anche gli uomini si mettono i lustrini ora…facciamoli fare!”

Fa il suo ingresso dalla scala Laura Pausini, davvero elegante, come richiede la finale, in un abito di Balenciaga senza spalline dalla vita scivolata abbinato a guanti in pelle nera. Splendida, finalmente!

Arriva Chiello che rispetto alle serate precedenti indossa un doppiopetto di Saint Laurent, abbinato alla camicia in pendant, arricchita dalla cravatta viola e da una spilla a forma di rosa che, se solo i fiori di Sanremo fossero parte della scenografia come una volta, richiamerebbe quelli.

Torna Raf che sfoggia una variante del completo in velluto color puffo della sua ultima esibizione. Una sfumatura blu appena più scura ma ugualmente eccentrica che non passa inosservata.

Conquistano il palco le Bambole di Pezza che scelgono look, sempre Richmond e in coordinato, ma per la prima volta sui toni chiari, dal cipria al bianco, creando un ensemble cromatico delicato ma non meno grintoso; grazie ai ricami di perline e borchie ma soprattutto alla scritta sul décolleté della cantante “Give peace a chance”. Della serie: non è mai troppo tardi per metterci la faccia. Lo stile, a volte, non è solo quello degli abiti.

Debutta all’Ariston come co-conduttrice (anche se, abituata al tg, forse quel “co” pesa) Giorgia Cardinaletti, che da brava giornalista padroneggia anche l’ansia da palcoscenico con grande disinvoltura e grazia, esaltate dalla mise brillante che sembra una cascata d’oro, una sottoveste di pizzo nude di Ermanno Scervino che avvolge la silhouette in modo raffinato.

Essenziale e chic Leo Gassman opta per un outfit total black dal fit rilassato di Armani, che ci rimanda all’estetica tanto cara a suo nonno Vittorio. “Grazioso è combinato, pulito” – commenta giustamente la nonna, siamo d’accordo.

È il momento di Malika Ayane, scende la scala nelle vesti di Cenerentola con un abito scultoreo in filato metallico di Brunello Cucinelli che sembra quello della principessa Disney, ci aveva abituati ad altro tipo di look, speriamo solo che non abbia perso la scarpetta. Accessorio immancabile di questa edizione: i guanti, lei li ha mixati in bianco.

Tommaso Paradiso classico e romantico, dal titolo del suo brano, con camicia smoking e blazer di Emporio Armani portato aperto, illuminato da una spilla gioiello.

J-Ax torna sul palco e con lui, ahinoi, le frange. Dopo ieri speravamo le avesse abbandonate e invece no, d’altro canto rimane fedele alle sonorità della sua canzone, con buona pace della tendenza cowboy, anche se di sanremese ha veramente poco.

LDA e AKA7even in pendant in ogni esibizione, scelgono di nuovo uno stile in pelle coordinato, in lungo il primo, in corto il secondo: io e nonna premiamo la coerenza.

Serena Brancale passa dalla semplicità estrema ai dettagli in pizzo. La nonna del vestito dice “né bello, né brutto”. Difficile esprimersi quando si tratta di un capo appartenuto alla mamma a cui la cantante ha dedicato l’esibizione. Il cuore non si giudica.

Arriva Patty Pravo, la divina del Festival, che chiude la sua 12ª edizione all’insegna del velluto con un altro abito creato per lei da Simone Folco. Questa volta abbinato ad una stola di raso ricamata con cristalli che amplifica la teatralità dell’outfit e dell’esibizione: una vera “Opera” d’arte.

Sulle note di Rossetto e Caffè, con cui Conti ci tiene a ricordare “non è in gara quest’anno”, torna Sal Da Vinci, con un papillon esagerato che risulta inevitabilmente il focus di tutto il look, composto dallo smoking con giacca e camicia bianca e pantalone nero.

L’artista internazionale Andrea Bocelli arriva a cavallo e sfoggia lo stile che lo connota da anni, elegante e raffinato con il completo in velluto con gilet dal taglio sartoriale.

La gara procede con Elettra Lamborghini, sbilanciata dall’abito Couture con maxi decoro laterale. Geometrico è dire poco, sembra una scacchiera, 3D non è sufficiente. “Si però, si però” – come recita il suo brano, ci piace: iconica.

È il momento del cambio per la co-conduttrice della serata che sceglie di nuovo una creazione di Scervino: il vestito gioca sul vedo non vedo alternato a rouches in pizzo che evocano un’estetica a metà tra il gotico e il romantico.

Ermal Meta rimane fedele alla scelta di stile adottata per il Festival (e a Trussardi) ma stasera si supera: la camicia bianca con maxi colletto viene fuori dallo spolverino in pelle patchwork con frange ai polsi, abbinato ai pantaloni e ai mezzi guanti nello stesso materiale. La nonna dice “eclettico”. Ed è stata clemente.

Ditonellapiaga prosegue nel fil rouge delle serate precedenti adottando uno look glamour d’ispirazione rétro con abito dallo spacco vertiginoso e dettagli ironici di Dsquared2, a dimostrazione che le vere dive non si prendono mai troppo sul serio.

Arriva il momento più atteso del Festival. Non il vincitore, ancora siamo in alto mare, sempre quello di Sanremo. L’annuncio del conduttore del prossimo anno: Stefano De Martino, il passaggio di testimone arriva in diretta, inaspettato, proprio da Carlo Conti, che può concludere la serata sapendo di non dover tornare su quel palco nel 2027.

Nayt continua ad optare per uno stile rigoroso e rigorosamente nero. Immancabili anche per lui, così come per Ermal Meta, a testimonianza che la moda sia trasversale, i guanti, sfoggiati già da gran parte di colleghe (e conduttrici) sullo stesso palco.

Arisa si conferma tra le più eleganti di questa edizione in Des Phemmes by Salvo Rizzo: anche indossando la canotta bianca essenziale riesce ad essere chic con la gonna tubino in duchesse di seta arricchita dal maxi fiocco avorio sul retro. Una principessa vera, come canta nel suo brano, non come quelle Disney ricordate in questi giorni.

Nonna C**** è in vena di confidenze ma prima ancora di parlare mi chiede: “Ma questo non lo scrivi, vero?” - speriamo che domani non legga il giornale – “…uno dei miei zii si è bruciato i pantaloni con la sigaretta perché era attento a guardare Nilla Pizzi. Mia zia quanto si è ingelosiiita”. Penso a questa scenetta e sorrido, chissà con chi si brucerebbe i pantaloni suo zio se guardasse il Festival oggi.

Come lo zio, mi distraggo con il cambio mise di Laura Pausini che dimostra che questa sia la sua serata. Un abito impalpabile di Balenciaga la veste di strati di chiffon bordeaux con un delicato drappeggio sul décolleté.

Sayf “tu ci piaci tanto”, meno il tuo look total white di Moschino: asimmetrico con una rete di frange laterali. A sorpresa sul palco sale la mamma.

Levante, regina indiscussa di stile, per l’ultima sera all’Ariston sceglie il nero con un tubino midi di Armani, sempre fasciante ma con uno scollo profondo. Peccato solo per i guanti brillanti, senza sarebbe stata più chic.

Fedez e Masini tengono sempre fede(z) al nero, entrambi. Il primo in monopetto di Jil Sander, il secondo in smoking.

Samurai Jay sul finale si esibisce anche lui con la mamma, grande trend della serata. La nonna dice: “n’aucciu” (“un altro”, per i non siciliani). Indossa uno smoking di velluto glitterato che si addice al tenore della serata.

Fulminacci conquista me e nonna C****, elegante e charmant, sembra un uomo d’altri tempi. E infatti cadiamo entrambe vittime del suo fascino intergenerazionale: è fuori target sia per lei che per me ma lo smoking di Ami Paris abbinato ai capelli indietro e ad un’eleganza naturale fanno colpo. Sì, anche sulle over 90.

Michele Bravi, sempre in Marras, opta per un abito con blazer dalle applicazioni 3D all over, a tratti brillante. Non per tutti ma adatto alla finale.

Luchè si è finalmente vestito da Sanremo, dopo aver confuso la kermesse canora per una gita domenicale, che comunque potrà fare con calma sceso dal palco: sarà già ufficialmente domenica, data l’ora. Il completo nero doppiopetto di Louis Vuitton va bene per l’Ariston ma sarebbe stato meglio abbinato alla camicia piuttosto che al pullover con cristalli.

Tredici Pietro, per la nonna “u figlio di Morandi”, mostra la sua versatilità in Vespa indossando camicia bianca a righe con cravatta stampata (che cita il suo testo) e pantaloni in pelle. Sta bene ed è credibile anche in queste vesti. Approvato.

Mara Sattei chiude la sua partecipazione come l’ha iniziata, in Vivienne Westwood. Stavolta sfoggiando un abito con cut-out e gonna ampia nella stampa tartan iconica della Maison britannica.

Dargen D’Amico elegante in Mordecai, classico nella giacca frac in panno nero con fodera rossa, non rinuncia ad un tocco eccentrico che lo connoti, come la fascia da smoking di velluto verde, in pendant con i maxi occhiali glitterati, immancabili. L’insieme attinge sempre all’immaginario orientale ma i colori ci ricordano battaglie che oggi si combattono in Palestina.

Enrico Nigiotti conferma l’outfit monocromatico anche stasera, dal taglio informale ma ricercato e leggermente ampio di Barena Venezia.

Maria Antonietta e Colombre si calano ancora negli anni ’60: vestito con orlo di piume e stivali metallici lei e completo nero con camicia stampata lui. La nota certamente colorata e sopra le righe del Festival.

Eddie Brock in Luigi Bianchi chiude la gara con un ensemble color mattone che a detta di nonna “sembra proprio da matrimonio di paese”. L’ha detto lei.

Ultimo cambio di mise per la conduttrice di queste cinque serate: sa(n)remo clementi, avevamo annunciato, ma la verità è che l’abito led di questa esibizione di Pausini sembra tanto la pagina del televideo o un omaggio ai Daft Punk, ad essere buone. Fortuna che per la proclamazione è tornata nel primo Balenciaga, aggiungendo una nota di rosso con i guanti in pelle.

Cala il sipario sulla quinta serata e su questa 76ª edizione del Festival di Sanremo, anzi del Festivàl, come dice nonna C****, compagna di scrittura e soprattutto di notti insonni, fatte di moda, sì, ma soprattutto di ricordi, sguardi complici e di giudizi spietati. La canzone vincitrice è quella di Sal Da Vinci. “Ma la vittoria di stile a chi la assegniamo nonna?” “Per me vince Arisa”, “per me anche”.