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Sanremo, Carlo V si congeda inizia l'era De Martino
L'ad della Rai, Rossi: «Carlo un asset dell’azienda. Con Stefano un progetto pluriennale»
Carlo V abdica e si congeda: Sanremo volta pagina e la Rai incorona un nuovo re, Stefano De Martino.
Carlo Conti lascia la scena con un breve saluto in sala stampa, il sorriso di chi sa di aver conquistato “la medaglia d’oro e di bronzo”: il boom dello scorso anno e, nonostante i segni meno, un’edizione in ripresa che porta comunque a casa il record di 72 milioni di raccolta pubblicitaria.
Da Viale Mazzini gli vengono resi gli onori: “Carlo non è un talent della Rai, ma un uomo Rai, un pezzo della nostra azienda”, sottolinea l’amministratore delegato Giampaolo Rossi.
Al tempo stesso, lo sguardo è già proiettato su De Martino come “un investimento sul futuro”, anche del festival, a partire da “un giovane conduttore, ma anche showman” attorno al quale costruire “un progetto pluriennale”.
Al roof dell’Ariston è tempo di bilanci. “È stata un’esperienza molto divertente, molto entusiasmante, vissuta con grande serenità, e sono felice anche dei risultati”, afferma Conti, pronto a rientrare a Firenze.
“Quando due mesi fa ho detto il no definitivo alla Rai a rifare Sanremo, e l’azienda ha fatto la sua scelta, ho chiesto fortemente di fare il passaggio di consegne in video: mi sembrava un segno di coesione aziendale, di rispetto, mi piaceva l’idea di essere in mezzo a un festival che guardava al passato, dedicato a Baudo, e il testimone verso il futuro con Stefano”.
Una convinzione lo accompagna: “la cosa fondamentale è stata il rispetto, elemento centrale per il lavoro e la vita, e l’onestà”. E non mancano i ringraziamenti di rito, anche “a Bruno - dice con una punta di commozione -, il pescatore che in questi giorni mi ha portato a pescare al largo di Sanremo. Viva la Rai”.
È un arrivederci o un addio? “Del doman non v’è certezza”, sorride.
L’investitura in diretta, caso senza precedenti nella storia del servizio pubblico, è “un evento iconico, che rimarrà negli annali”, osserva Rossi, parlando di un “atto di generosità” di Conti.
L’ad promuove a pieni voti i risultati del festival, “eccezionali dal punto degli ascolti, della qualità artistica e su un piano di controtendenza rispetto ai pubblici di riferimento della televisione lineare”, con dati fra i più giovani che rappresentano “un caso quasi unico a livello mondiale”.
Ora toccherà al golden boy De Martino, 36 anni, costruire il futuro della kermesse, con la doppia responsabilità di conduzione e direzione artistica: si parte con il 2027, ma il volto di Affari Tuoi è al centro di un “progetto pluriennale”.
“Stefano è un investimento per l’azienda”, ribadisce Rossi, ricordando che l’opzione Sanremo era già prevista nel contratto d’oro con la Rai.
“D’altro canto quest’anno abbiamo rinnovato la convenzione con il Comune di Sanremo, che ha in sé anche elementi che portano a studiare insieme progetti di cambiamento del festival”.
Ferme restando le leve vincenti, il format potrebbe adattarsi alle doti da showman del nuovo padrone di casa, spingendosi “oltre la semplice e complessa elaborazione di contenuti musicali”.
Si valuta anche l’affiancamento di un team a De Martino: tra i possibili consulenti figura Fabrizio Ferraguzzo, nome di spicco della scena musicale, produttore e manager che ha lavorato con Achille Lauro, Pinguini Tattici Nucleari e Maneskin.
Considerati i legami con l’industria, la produzione e l’organizzazione di live, gli sarà chiesto di fare un passo indietro? “C’è un tavolo aperto con Stefano e con Ferraguzzo per definire il valore aggiunto che potrà apportare, senza naturalmente creare conflitti di concorrenza”, replica il direttore Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore.
Sugli endorsement politici a favore di De Martino, a partire da quello del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, Rossi liquida le “polemiche morbose”.
“Le scelte in Rai vengono elaborate attraverso un lavoro molto complesso di analisi di mercato, dei singoli talent, di rapporto con l’industria televisiva, in questo caso anche nel mondo dello spettacolo e vengono condivise da manager che lavorano in Rai e che hanno ovviamente una visione del prodotto televisivo. È il motivo per cui Stefano De Martino è stato scelto due anni fa per condurre Affari Tuoi quando Amadeus decise di lasciare l’azienda: per molti fu una scelta azzardata, per la Rai era un straordinario investimento nei confronti di un giovane non solo conduttore, ma showman vero su cui elaborare l’idea dell’intrattenimento del futuro”.

