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la morte del cantante

Da Ornella a Stefania, fino a Paola: tutte le donne della vita di Gino Paoli

Le canzoni immortali e scandali intrecciati in una famiglia allargata: un uomo che visse fino in fondo l'amore e la passione

24 Marzo 2026, 15:56

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Da Ornella a Stefania, fino a Paola: tutte le donne delle vita di Gino Paoli

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La morte di Gino Paoli all’età di 91 anni, chiude un capitolo cruciale della storia della canzone d’autore e del costume italiano. Dietro un lascito artistico immenso si intreccia una vicenda privata complessa, affascinante e talvolta scandalosa, che ha alimentato tanto la sua vita quanto la sua opera.

Come confessò lui stesso: "Se amo una donna, è per tutta la vita: le ragioni per cui l'ho amata sussistono, la bellezza permane". Per Paoli, le donne non furono mai semplici presenze di passaggio: furono muse, madri, amiche, compagne leali.

La prima a condividere con lui la notorietà fu Anna Fabbri, sposata all’inizio degli anni Sessanta. Da quell’unione nacque nel 1964 il primogenito, Giovanni. Figura di rara solidità, Anna fu un approdo sicuro nel pieno della tempesta mediatica e, in seguito, arrivò ad accogliere in casa Amanda – la figlia che Paoli aveva avuto fuori dal matrimonio – diventando per lei una sorta di "seconda madre". L’Italia perbenista del tempo fu scossa dalle sue passioni parallele.

Il 5 giugno 1961, alla Bussola di Viareggio, un Paoli trentenne e già sposato notò una ragazza che festeggiava i 15 anni: era Stefania Sandrelli. Ne nacque un legame clandestino, consumato tra fughe in moto e liti furibonde, che culminò nel 1964 con la nascita di Amanda a Losanna, in Svizzera, scelta per proteggerla dai curiosi e dai moralismi dell’epoca. In quella relazione si affacciò anche l’ombra più cupa: nel luglio 1963, travolto dalle tensioni e sentendo il distacco di Stefania, allora impegnata ad affermarsi nel cinema, Paoli tentò il suicidio sparandosi al petto. Il proiettile si fermò a un millimetro dal cuore e vi rimase incapsulato per tutta la vita.

Al capezzale dell’ospedale, in quei giorni drammatici, arrivarono Anna Fabbri, Stefania Sandrelli e un’altra figura imprescindibile: Ornella Vanoni. Con lei, nata a un solo giorno di distanza, Paoli intrecciò un sodalizio artistico irripetibile e una delle storie d’amore più intense e tormentate dello spettacolo italiano.

Per Ornella scrisse l’immortale "Senza fine", concepita dalla Ricordi per affrancarla dall’etichetta di "cantante della mala" e lanciarla come icona sensuale. La loro passione dovette misurarsi con ostacoli enormi: lui già sposato, lei reduce dal matrimonio (nel 1960) con l’impresario teatrale Lucio Ardenzi. Nonostante le ferite, quel legame non si spezzò mai del tutto, trasformandosi in un affetto profondissimo e in collaborazioni che durarono decenni. La “Signora” della musica italiana se n’è andata il 22 novembre 2025, quattro mesi prima di Paoli.

Infine, l’ancora definitiva: Paola Penzo. Sposata nel 1991, è la compagna che gli è rimasta accanto per tutto l’ultimo, lunghissimo tratto di vita. Moglie e madre dei tre figli minori del cantautore (Nicolò, Tommaso e Francesco), ha sempre mantenuto un profilo discreto, lontano dal clamore, pur essendo un pilastro della sua quotidianità e del suo lavoro, fino a firmare come coautrice i testi di alcune canzoni.

Paoli non separò mai davvero le persone che amava: riuscì nel piccolo miracolo di tenere unite le “sue” donne, costruendo una famiglia allargata ben prima che il termine diventasse d’uso comune. Insieme all’amatissima Amanda, che il padre guardava con una tenerezza infinita, tutte le compagne, le mogli e le amanti di Gino Paoli sono le note necessarie di un’unica, inestinguibile melodia: le protagoniste di una lunga, vera storia d’amore che continuerà a risuonare.