Cinema
I David di Donatello parlano siciliano. Sarà "Gioia mia?"
L’opera della palermitana Margherita Spampinato ha 5 candidature. In corsa Tecla Insolia, Russo Alesi, Levante per la canzone originale, Andò per il documentario su Scianna, la signora del suono Maricetta Lombardo
C’è tanta Sicilia nelle cinquine dei David presentate a Cinecittà, tante sorprese che sottolineano il talento dei cineasti siciliani in una edizione che privilegia il cinema d’autore. Una piccola truppa di registi, esordienti, attrici veterane, artisti. Una Sicilia presente, vivace, trasversale tra le candidature, a ricordare che l’Isola resta un motore creativo inesauribile per il cinema nazionale.
A partire dall’esordio della palermitana Margherita Spampinato con il film “Gioia mia” presentato all’ultimo Festival di Locarno, dove ha vinto due premi, uno degli underdog della stagione. Nominato come miglior esordio, conquista altre quattro candidature tra cui quella per l’attrice protagonista, Aurora Quattrocchi, la sceneggiatura originale, la produzione (Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco per Yagi Media, in collaborazione con Paolo Butini, Ivan Caso, Filippo Barracco) e il casting. Candidata come miglior attrice protagonista c’è Tecla Insolia per “Primavera” di Damiano Michieletto, l’anno scorso vincitrice della statuetta per “L’arte della gioia”. Candidato come miglior attore non protagonista l’attore palermitano Fausto Russo Alesi per “Duse”, il film di Pietro Marcello in cui interpreta D’Annunzio.

In corsa come canzone originale corre Levante con “Follemente”, colonna sonora dell’omonima commedia. Lo scenografo Andrea Castorina è nella cinquina, con Marco Martucci, per il film “La città proibita”. Maricetta Lombardo, la “signora del suono” agrigentina, che ha già conquistato tre David di Donatello e numerose candidature, è in gara anche in questa edizione per “Fuori” di Mario Martone (candidato come miglior film e regista), che celebra la scrittrice catanese Goliarda Sapienza. Ancora un siciliano, il regista Roberto Andò - che con “La stranezza” fece incetta di premi - nelle cinquine del David con lo struggente, poetico documentario “Ferdinando Scianna - Il fotografo dell’ombra”.

Quest’anno la battaglia per il più prestigioso riconoscimento del cinema italiano si annuncia come una sfida tra autori-autori. Niente blockbuster, niente concessioni al botteghino facile. A guidare il gruppo con un ragguardevole bottino di sedici candidature c’è “Le città di pianura”, opera seconda di Francesco Sossai, trentasettenne veneto con l’anima da poeta. Un film sulla provincia italiana - malinconica, autentica, quasi musicale - che sembra uscito dalla penna di Paolo Conte. Subito dietro, con quattordici candidature, ecco il ritorno del premio Oscar Paolo Sorrentino con “La Grazia”, una meditazione filosofica sul perdono che porta il suo inconfondibile marchio visivo e spirituale. E ancora Silvio Soldini con il raffinato “Le assaggiatrici”; Pietro Marcello con l'enigmatica “La Duse”; Mario Martone che si immerge nell’universo di Goliarda Sapienza con “Fuori”; Gabriele Mainetti che torna con la sua energia pop ne “La città proibita”; e infine Damiano Michieletto, regista teatrale che sbarca al cinema con “Primavera”.

«È certamente un buon segnale», commenta soddisfatta Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, sottolineando come questa vocazione autoriale attraversi anche le cinquine dei David Giovani. Lo stesso spirito si respira nella selezione del miglior film internazionale, dove si passa da Walter Salles (Io sono ancora qui) a Kaouther Ben Hania (La voce di Hind Rajab), fino al toccante “Un semplice incidente” di Panahi.
Sul fronte delle interpretazioni, la cinquina degli attori protagonisti è un ring di lusso: i due volti di “Le città di pianura”, Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, nomi non certo da copertina ma di rara intensità, si misurano con pesi massimi come Toni Servillo (La Grazia), Claudio Santamaria (Il nibbio) e Valerio Mastandrea (Cinque secondi). Più compatta - ma non meno agguerrita - la gara delle attrici protagoniste: Valeria Bruni Tedeschi (Duse), Barbara Ronchi (Elisa), Valeria Golino (Fuori), Aurora Quattrocchi (Gioia mia), Anna Ferzetti (La Grazia) e Tecla Insolia (Primavera).
Per i costumi nella cinquina ci sono Ursula Patzak (Duse), Susanna Mastroianni (La città proibita), Carlo Poggioli (La grazia), Marina Roberti (Le assaggiatrici), Maria Rita Barbera, Gaia Calderone (Primavera).
L’appuntamento è fissato per mercoledì 6 maggio, in prima serata su Rai 1. A condurre la cerimonia Bianca Balti e Flavio Insinna.

