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Polemiche

Biennale, Buttafuoco rompe il silenzio nel suo intervento: «L'arte più forte di ogni prepotenza»

La rassegna affronta riammissioni, ispettori e forfait internazionali

04 Maggio 2026, 18:30

Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco

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«L'arte ha una potenza ancora maggiore di ogni prepotenza. L’arte ci destina al futuro e ci dà la possibilità di cancellare le catastrofi». Con queste parole, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco rompe il silenzio. Dopo settimane di tensioni e polemiche attorno alla sessantunesima edizione della dell’Esposizione internazionale d’arte, al via il 9 maggio con l’annunciato forfait del ministro della Cultura Alessandro Giuli, e a pochi giorni dalle dimissioni della Giuria internazionale, con la riammissione della Russia e di Israele ai premi, e dall’arrivo degli ispettori del Mic, Buttafuoco vola alto ma ribadisce la sua linea, pur non entrando nel merito dello scontro con il governo.

Il presidente dell’istituzione culturale veneziana è intervenuto infatti al primo appuntamento ufficiale della Biennale presso la Polveriera Austriaca di Forte Marghera, a Mestre, dove sono state presentate le opere degli artisti Temitayo Ogunbiyi, Uriel Orlow e Fabrice Aragno. A margine dell’evento non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi all’intervento istituzionale.

«Siamo circondati da fatti d’arte - ha aggiunto nel suo discorso -, siamo circondati dalla contemporaneità. Intorno a noi, i giorni difficili e complicati di questa nostra esistenza. La storia bussa alle porte di quello che non è mai una decorazione ma è il sentimento profondo che attraversa l’arte. Attraverso i loro linguaggi, gli artisti mettono insieme delle esperienze che sono sensoriali e visive».

All’iniziativa, che di fatto ha anticipato di qualche giorno l'avvio della Biennale Arte 2026 - In Minor Keys curata da Koyo Kouoh (morta a maggio 2025), ha preso parte anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Diversi gli abbracci tra lui e Buttafuoco, che si sono salutati calorosamente all’arrivo a Forte Marghera e dopo i rispettivi interventi. «Sono d’accordo sulla posizione del governo e dell’Europa, che ha voluto verificare che non ci fosse nulla di illegale o intentato», ha ribadito il sindaco in merito all’invio degli ispettori del MiC alla Biennale mercoledì e giovedì scorsi. «Al ministro, da amico, dico: è invitato a Venezia. Io non sarò più sindaco ma penso che un abbraccio e una stretta di mano tra Buttafuoco e Giuli sarebbe una cosa bella e di grande intelligenza». Brugnaro ha poi osservato che «se non ci fosse la polemica, lo scontro, le idee diverse, la cultura non sarebbe cultura e la Biennale non sarebbe la Biennale».

Sulla questione è intervenuto anche lo scrittore, intellettuale e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri che, raggiunto da Un Giorno da Pecora, ha osservato che Giuli e Buttafuoco «sono due eroi» perché «non c'era mai stato un interesse così alto sulla Biennale - ha detto -, è diventata come una finale dei mondiali. Sulla vicenda hanno ragione entrambi, Giuli deve fare il ministro ma se fosse al posto di Buttafuoco penso che farebbe come lui...»

Oggi, intanto, a due mesi dall’inizio del terremoto che ha trasformato l’esposizione d’arte internazionale in un campo di battaglia politico, è arrivata la notizia che l’Iran non prenderà parte all’esposizione. Lo ha fatto sapere la stessa Biennale, dopo averne ricevuto a sua volta comunicazione. Sarà presente, invece, la Repubblica delle Seychelles, che si aggiunge alla lista ufficiale delle 100 Partecipazioni nazionali, tra cui anche quella della Repubblica Unita della Tanzania.

Dopo l’inaugurazione simbolica di oggi che ha portato in terraferma i temi di In Minor Keys, con una serie di interventi che invitano il pubblico al movimento libero, al gioco, all’interazione e al riposo, domani apriranno i cancelli per la stampa selezionata. Per i visitatori, l’appuntamento è sabato 9 maggio.