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Al via l'Eurovision più difficile di sempre: Sal Da Vinci sfida la crisi (e la grande favorita, la Finlandia)
La kermesse austriaca parte tra le storiche defezioni della Spagna e le proteste geopolitiche. Il nostro Paese scommette sull'emozione in un'arena dominata dalle tensioni
Alle 21.00 del 12 maggio 2026, nella Wiener Stadthalle di Vienna, prenderà il via una delle edizioni più complesse dell’Eurovision Song Contest.
Nella 70ª edizione, in cui le melodie si misurano con le fratture dell’attualità, l’Italia affida la propria bandiera a una voce esperta e appassionata: Sal Da Vinci. Per l’artista partenopeo si profila un compito tutt’altro che agevole, in una rassegna dal peso emotivo superiore al consueto.
Sal Da Vinci debutterà sul palco viennese già martedì 12 maggio, nella prima semifinale, salendo in cattedra in qualità di “artista già qualificato”. Il nostro Paese, infatti, rientra tra i grandi contributori economici dell’evento (i cosiddetti “Big”) e mantiene l’accesso diretto alla Gran Finale di sabato 16 maggio. Questa prima apparizione del martedì sarà decisiva per rompere il ghiaccio e posizionarsi mediaticamente, in una serata che lo vedrà condividere la ribalta televisiva con avversari agguerriti come la Svezia (Felicia), la Grecia (Akylas) e Israele (Noam Bettan).
Storicamente, l’Italia occupa “una posizione curiosa nel contest: amatissima per peso culturale e repertorio, ma non sempre premiata in modo lineare dalla logica eurovisiva contemporanea”. Il vento, però, sembra cambiato. Le novità regolamentari del 2026 potrebbero esaltare proprio il profilo tecnico di Sal Da Vinci. La European Broadcasting Union (EBU) ha introdotto riforme incisive al meccanismo di voto per arginare strumentalizzazioni e brogli.
Oltre a un nuovo tetto massimo, abbassato a 10 preferenze per metodo di pagamento, la grande novità è il ritorno del voto delle giurie professionali (la formula 50/50) persino nelle semifinali. Un dettaglio che “non è affatto secondario”.
Per un interprete solido, votato all’emozione melodica e all’impeccabilità vocale come Sal Da Vinci, il peso dei giurati nelle “Jury Show” (le prove serali su cui i tecnici esprimono il proprio giudizio in anticipo) offre “margini di recupero assai più ampi” rispetto a quei brani che puntano sul facile shock visivo ma risultano deboli nella scrittura musicale.
La sua performance dovrà comunque farsi strada nel frastuono di una geopolitica ingombrante. Il Contest celebra i 70 anni nel mezzo di “una frattura che […] nessuno riesce più a confinare fuori campo”. Al momento, cinque nazioni — Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda — portano avanti un clamoroso boicottaggio per protestare contro la partecipazione di Israele. L’assenza della Spagna, in particolare, altera la spina dorsale dei “Big Five”, in un’edizione che testate come Euronews hanno già bollato tra le “più controverse” di sempre.
Sul fronte dei pronostici, l’Italia non parte con i favori incontrastati dei bookmaker, ma resta saldamente “dentro il gruppo dei Paesi che possono ambire a un piazzamento alto”, specialmente se la messa in scena televisiva saprà valorizzare il brano. I rivali da battere sono colossi dell’intrattenimento: la Finlandia guida la corsa con Linda Lampenius e Pete Parkkonen (“Liekinheitin”), in vetta anche ai sondaggi dei fan eurovisivi del circuito OGAE. A ridosso, la Francia con Monroe (“Regarde!”), candidatura forte proprio per le giurie, e l’Australia di Delta Goodrem (“Eclipse”), pronta a insidiare i vertici tecnici.
Nonostante le tensioni, la macchina organizzativa austriaca procede con passo imponente: oltre 95.000 biglietti già venduti e un afflusso di fan da più di 70 Paesi. Vienna offrirà “una settimana urbana totale”, centrata sul grande Eurovision Village in Rathausplatz, mentre la conduzione televisiva sarà affidata all’eleganza di Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.
Per i tifosi italiani, il cammino tricolore sarà seguito in prima linea dalla Rai: le semifinali (12 e 14 maggio) andranno in onda su Rai 2, mentre l’attesissima finale del 16 maggio accenderà il sabato sera di Rai 1. Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini guideranno la telecronaca, a conferma dell’importante investimento della tv pubblica sul concorso. Agli italiani da casa resterà il tradizionale divieto di votare per il proprio rappresentante, ma sostegno e speranze si faranno sentire eccome.

