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Cosa c'è nel decreto Ponte, così il governo prova a convincere la Corte dei Conti
Approvato il nuovo dl. Da riaffrontare il tema ambientale, il documento Iropi, il piano economico-finanziario. Per arrivare a una nuova delibera Cipess
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti in merito al Ponte sullo Stretto, secondo quanto si legge nella bozza del decreto Ponte approvata oggi pomeriggio in consiglio dei Ministri. Salta l'idea di nominare un commissario per l'opera, che invece viene istituito solo per la realizzazione degli interventi infrastrutturali ferroviari complementari, né sono inseriti limiti alla magistratura contabile.
Il ministero, si legge, sottoporrà al controllo di legittimità della Corte dei Conti l'accordo di programma. Ma prima di sottoporsi di nuovo al vaglio dei magistrati contabili, servirà adempiere a una serie di azioni per arrivare a una nuova delibera Cipess.
In particolare la nuova delibera passerà da un aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria, anche al fine di recepire le variazioni alle autorizzazioni di spesa per la realizzazione dell’opera disposte dall'ultima legge di bilancio, quella che ha spostato 780 milioni di euro stanziati per il ponte nel 2025 su altre misure: risorse per le imprese, rifinanziamento della Zes e credito d'imposta. Soldi che vengono rifinanziati successivamente: 320 milioni nel 2032 e 460 milioni nel 2033.
La nuova delibera Cipess dovrà passare anche dall’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sulle tariffe di pedaggio per l’attraversamento del collegamento stabile stradale, definite nel nuovo piano economico-finanziario della società concessionaria. E dalla sottoposizione al Consiglio superiore dei lavori pubblici di una richiesta di parere sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza.
Da riaffrontare anche il tema dell'impatto su ambiente e salute. È infatti previsto di adottare «un provvedimento del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica di ricognizione delle valutazioni ambientali e dell’incidenza, anche con riferimento alle soluzioni alternative, inclusa quella di non intervento». Si dovrà sottoporre al Consiglio dei ministri una nuova proposta di delibera in cui si integra l'ormai famoso documento Iropi, le motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico con cui il governo italiano ha provato a derogare dalla normativa ambientale europea.
Servirà ancora svolgere, «in raccordo con le amministrazioni competenti, gli adempimenti istruttori relativi al dialogo strutturato con la Commissione europea sulla valutazione della compatibilità del progetto con il quadro normativo dell'Unione europea». Serve cioè che l'Europa dia il suo via libera.
Dopo aver ultimato tutta la trafila, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato a sottoscrivere con la società concessionaria Stretto di Messina spa «un atto aggiuntivo alla convenzione stipulata ai sensi dell’articolo 7 della legge n. 1158 del 1971 recante, sotto forma di allegato, il piano economico-finanziario, come modificato all’esito dell’istruttoria». Anche il decreto di assenso all'atto aggiuntivo «è trasmesso, unitamente all’accordo di programma alla competente Sezione della Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità».
Infine il Consiglio dei ministri, messa da parte l'ipotesi di un commissario straordinario per l'opera su cui era inizialmente filtrato il nome di Pietro Ciucci (ad della Stretto di Messina), ha proceduto a nominare un commissario straordinario per le opere ferroviarie complementari. Per gli interventi è stato nominato l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Aldo Isi, fino «alla data dell’effettiva entrata in esercizio degli interventi». Al Commissario e agli eventuali sub-commissari nominati non spettano compensi, gettoni di presenza e indennità.
In Sicilia l'amministratore di Rfi sovrintenderà quindi alla realizzazione a Messina dei rami di collegamento ferroviario tra l’imbocco Sud della galleria Santa Cecilia e la linea Messina–Catania, e alla realizzazione della nuova stazione di Messina Gazzi. Sul lato calabrese si occuperà del «collegamento relativo alla linea tradizionale Battipaglia–Reggio Calabria, costituito dai rami di connessione alla linea ferroviaria verso Villa San Giovanni e verso Reggio Calabria, in corrispondenza del Bivio Bolano».
IL COMMENTO DI CIUCCI
«Il contenuto del decreto - ha detto l'Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci - conferma la volontà del governo di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, ponendo l'obiettivo primario di conformarsi ai rilievi della Corte dei conti sulla Delibera Cipess e sul III Atto aggiuntivo alla convenzione. In questo quadro confermo che la società Stretto di Messina continuerà nel suo costante impegno per completare la procedura approvativa e per avviare al più presto la fase realizzativa del progetto».

