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l'iniziativa

I Sì Ponte si organizzano e lanciano una manifestazione a Messina il 28 marzo. «È la nostra grande occasione»

Un cartello di associazioni ha organizzato un corteo. Intanto l'iter dell'infrastruttura deve affrontare un lungo elenco di adempimenti

07 Febbraio 2026, 20:08

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Per anni a riempire le strade di Messina sono stati i comitati No Ponte. Adesso vogliono provarci anche coloro che sostengono la mega infrastruttura sullo Stretto. Un cartello di varie associazioni lancia una manifestazione per il 28 marzo. «Ci riprenderemo Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria da chi vuole perpetuare la nostra povertà», è il bellicoso annuncio.

«Basta sottrazione dei fondi per le infrastrutture strategiche solo per Sicilia e Calabria, basta polemiche politiche sterili: il Ponte, insieme al grande piano di rilancio ferroviario ed autostradale in Sicilia e Calabria, rappresenta la grande occasione per cambiare volto al Sud», si legge nella nota di lancio dell'iniziativa.

A firmarla Rete Civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno ME, Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno CT, Associazione Forza Villa - Città dello Stretto di Messina, Confartigianato Trasporti, Comitato autotrasportatori libera concorrenza Stretto di Messina, UGL Sicilia, UGL Calabria, CISAL Sicilia, CISAL Calabria, Unsic, Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, Associazione sindacale FISMIC, MET - Movimento Equità Territoriale Sicilia, MET – Movimento Equità Territoriale Calabria, Agri. Sa. T. – Agricoltura Salute Territorio PA, Associazione universitaria “Morgana”, Comitato Ponte Subito RC, Comitato Capo Peloro, Movimento “Si al Ponte sullo Stretto” RC, Associazione Dimensione Consumatori – area mobilità PA, CONFEURO Associazione Territoriale di Villa San Giovanni, Centro Studi Diodoro ME, Centro Studi ERRIPA Achille Grandi - Sezione Provinciale di Messina, Comitato Cittadinanza Attiva di Palmi, Comitato Ponte e Libertà.

«Una metropolitana unirà Messina a Villa S.G. e Reggio Calabria, una ferrovia ad alta velocità collegherà la Sicilia al resto d’Italia (anche se in realtà la ferrovia in costruzione sull'isola non è un'alta velocità ndr), lo Stretto sarà attraversato in alcuni minuti, i costi dell’insularità saranno abbattuti, la transizione ecologica sostituirà navi ed aerei con i treni, i porti di Sicilia e Calabria diverranno strategici per l’intera Europa, con nuove tangenziali, nuovi svincoli e nuove stazioni ferroviarie». Per i promotori «dire che il ponte sia inutile offende la nostra intelligenza, ferisce la nostra coscienza, costringendoci all’inferiorità, alla diseguaglianza per infrastrutture, occupazione e opportunità. Il Ponte sullo Stretto è una visione concreta ed attuabile, una scelta di coraggio e responsabilità collettiva».

Intanto il governo, con l'ultimo decreto approvato nei giorni scorsi, ha deciso di conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti che ha sollevato un lungo elenco di criticità nella procedura messa in piedi dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L'iter quindi ripartirà ma con diversi adempimenti per arrivare a una nuova delibera Cipess: da un aggiornamento del piano economico-finanziario all'acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sulle tariffe di pedaggio, passando per un parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Da riaffrontare anche il tema dell'impatto su ambiente e salute.