19 febbraio 2026 - Aggiornato alle 15:39
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il report svimez

Il Sud si svuota e riempie il Nord, una neo laureata in Sicilia guadagna 500 euro in meno di un pari grado assunto in Piemonte

L'agenzia, numeri alla mano, fotografa il divario tra le opportunità nelle regioni meridionali e quelle del Centro-Nord e tra l'Italia in generale e l'estero

18 Febbraio 2026, 07:44

09:40

disuguaglianze di genere

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Secondo il principio dei vasi comunicanti, tanta acqua esce quanta aria entra. Ma il Sud è l’eccezione che conferma la regola: qui le cose funzionano al contrario. Infatti, alla fuga di "cervelli" verso il Nord e l’estero non corrisponde un adeguato ricambio di competenze professionali e, dopo tanti soldi investiti nell’istruzione e formazione, il mercato del lavoro, la società e la demografia si svuotano. Lo conferma la Svimez nel rapporto "Un Paese, due emigrazioni" presentato ieri a Roma con Save the children.

Serena Caravella della Svimez ha spiegato che, nel periodo considerato, 270mila giovani del Nord vanno all’estero, compensati da 270mila giovani del Sud che vanno al Nord. Qui il saldo è zero, mentre il Sud è in perdita. «In media - ha detto Caravella - ogni anno 65mila under 35 lasciano il Sud per andare al Centro-Nord (43mila) e all’estero (16mila)». Questi giovani che vanno al Nord compensano ampiamente quella che adesso si registra anche nel Settentrione, ossia la "fuga di cervelli" all’estero, attratti da stipendi e carriere migliori. Così la forza delle competenze al Nord resta stabile grazie all’apporto dei meridionali, mentre il Sud resta a corto delle professionalità che servono.

I numeri del periodo 2002-2024 parlano chiaro: «Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno per il Centro-Nord, con una perdita (al netto dei rientri) di 270mila unità. La quota di laureati tra i migranti meridionali tra i 25 e i 34 anni è triplicata: dal 20% del 2002 al 60% nel 2024».

«Ai flussi migratori interni si affianca la crescente scelta della rotta Sud-estero: tra il 2002 e il 2024 oltre 63mila under 35 laureati meridionali hanno lasciato il Paese. Al netto dei rientri, la perdita complessiva per il Sud è di 45mila giovani qualificati. Nel solo 2024, i giovani qualificati del Mezzogiorno che si sono trasferiti al Centro-Nord sono 23mila, quelli che hanno "scelto" l’estero sono più di 8mila. In un anno la perdita netta di giovani laureati del Sud, sommando migrazioni interne ed estere, ammonta a 24mila unità».

Il danno economico quantificato dalla Svimez per il Meridione è di 6,8 miliardi per l’istruzione e formazione dei giovani che si trasferiscono al Nord e di 1,1 miliardi per quelli che vanno a lavorare all’estero.

In questo quadro la Sicilia riporta fenomeni altalenanti. Evidenzia la Svimez come l’Isola riesca a trattenere più laureati a tre anni dal conseguimento del titolo (il 68,1% resta nella regione o si sposta all’interno del Sud), mentre il 17% va nel Nord-Ovest, il 7% nel Nord-Est, il 5,9% al centro e il 2% all’estero. Campania e Sicilia rappresentano da sole il 50% dei giovani che si iscrivono in università del Nord e del Centro: quindi, c’è un’emigrazione che comincia già prima della laurea. Fra le cause, anche il fattore salari: la retribuzione media di un laureato in Sicilia è di 1.549 euro contro i 1.793 euro del Piemonte. Ma c’è una differenza di genere: 1.676 euro per gli uomini e appena 1.480 euro alle donne. Che tradotto significa che una donna neo laureata assunta in Sicilia guadagna 470 euro in meno di un pari grado uomo assunto in Piemonte. 

E ci sono anche i "nonni con la valigia": sono gli over 75 che, pur mantenendo la residenza al Sud, di fatto vivono al Nord, o per ricongiungersi con figli e nipoti che lavorano lì oppure per usufruire di servizi sanitari che il sistema meridionale non garantisce. La Svimez calcola che dal 2002 al 2024 il loro numero sia salito da 96.556 a 184.483 unità, in pratica raddoppiati, e che, a proposito della sanità, il danno per le prestazioni loro erogate al Nord ammonta, per le regioni meridionali, a 1,2 miliardi, di cui 220 milioni a carico della Regione siciliana.

Come detto, il Nord compensa: «Tra il 2002 e il 2024, 154mila laureati hanno lasciato una regione del Centro-Nord. Il fenomeno ha raggiunto il picco nel 2024: 21mila giovani laureati under 35 centro-settentrionali si sono trasferiti all’estero, valore doppio di quello del 2019 (circa 10mila). Il Centro Nord, però, compensa ampiamente le proprie perdite estere grazie ai flussi dal Mezzogiorno: +270mila è il saldo netto positivo nei confronti del Mezzogiorno tra il 2002 e il 2024».

La Svimez sollecita nuove politiche "per il diritto a restare", che si traducano non solo in un aumento delle opportunità di lavoro, ma anche in un miglioramento delle retribuzioni, della qualità e delle condizioni di lavoro.

Inoltre, un maggiore collegamento con le attività della Struttura di missione della Zes unica del Sud per favorire l’attrazione di nuovi investimenti che sia collegata ad un rafforzamento della formazione nelle professioni Stem e Step che sono oggi quelle maggiormente richieste dalle esigenze di sviluppo economico dettate dalla geopolitica in continua evoluzione.