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Il report

Consulenti top, spesa flop: così il Pnrr siciliano arranca a due mesi dalla scadenza. Numeri a confronto

Sono 102 i consulenti reclutati dalla Regione col progetto “Mille esperti”. Il contratto prevede il pagamento di 400 euro per ogni giornata di lavoro

20 Aprile 2026, 08:35

08:40

Consulenti top, spesa flop: così il Pnrr siciliano arranca a due mesi dalla scadenza. Numeri a confronto

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Per il Ministero della Funzione pubblica, il progetto è stato, finora, un successo. I “mille esperti”, selezionati dal 2021 e inviati nelle varie pubbliche amministrazioni italiane, hanno portato numerosi benefici, ha spiegato il dipartimento del ministero in un dettagliato report: recupero degli arretrati, sostegno agli organici pubblici, accelerazione dei tempi per le pratiche. Nessun cenno, però, alla spesa dei fondi del Pnrr con i quali il progetto è finanziato e per i quali il progetto stesso è nato.

Come spiega la Regione Siciliana, dove l'apporto dei consulenti pagati 400 euro lordi al giorno avrebbe prodotto maggiori progressi, il progetto è «uno strumento di assistenza tecnica finalizzato a rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni in maniera funzionale all’attuazione del Pnrr», oltre che a supportare Regioni ed enti locali nella gestione delle procedure più critiche «che generano ritardi nella conclusione dei procedimenti amministrativi». Eppure, nonostante gli ottimi risultati registrati con l'avvento dei consulenti, i dati della spesa del Piano nell'Isola sono preoccupanti.

Fonti istituzionali fissano l'asticella della spesa poco sopra il 30 per cento, quando siamo ormai a un paio di mesi dalla fine del mega progetto. Dati simili vengono raccolti da portali indipendenti.

Per il ministero, però, quegli esperti hanno fatto eccome il proprio lavoro, aiutando la pubblica amministrazione siciliana falcidiata dal blocco del turn over e quindi dimagrita e invecchiata. Erano 83, in principio, adesso, stando al report del governo, il numero è salito a 102. Una ventata di energie, freschezza e competenze, insomma, che avrebbe consentito di centrare alcuni obiettivi tangibili. A cominciare dal numero di pratiche concluse.

Stando allo studio del dipartimento della Funzione pubblica, infatti, solo in Sicilia sono state 22.611, poco più della metà della Basilicata (42.271) ma più di Sardegna, Puglia, Calabria e Molise messe insieme.

Bene anche il capitolo riguardante la riduzione degli arretrati, calati in Sicilia del 67 per cento, grazie al recupero di 2.901 pratiche pendenti non concluse entro i termini previsti.

Altri progressi sono stati registrati sui tempi medi della durata dei procedimenti. In questo caso, la Sicilia, con 94 giorni in meno rispetto all'inizio del progetto, sarebbe seconda solo alla Puglia (102).

Tutti target centrati, spiega il dipartimento, proprio grazie ai fondi del Pnrr. Per la Sicilia, oltre 26 milioni complessivi che hanno consentito di retribuire i consulenti selezionati tra ingegneri, esperti giuridici, architetti, amministrativi, geologi e tante altre professioni, 400 euro lordi al giorno per 180 giorni di lavoro, con fatture bimestrali che oscillano tra gli otto e i 14mila euro lordi.

Eppure, nonostante i progressi registrati dal dipartimento, la spesa del Pnrr procede a rilento sollevando preoccupazioni anche a livello istituzionale.

È di pochi giorni fa il report della Commissione regionale Ue, presieduta dal deputato Luigi Sunseri che ha messo nero su bianco i ritardi della Sicilia. La spesa, infatti, stando ai dati della Commissione elaborati sulla base di quelli ufficiali del sistema Regis (cioè lo strumento del governo nazionale che monitora gli avanzamenti del Pnrr), la spesa dei circa 2 miliardi destinati alla Sicilia è ancora al di sotto del 37 per cento (36,59), con dati particolarmente allarmanti al dipartimento lavoro (spesa al di sotto del 27 per cento e rendicontazione ferma al palo) e peggio ancora in quello dei Beni culturali (sotto il 19 per cento) e in quello dell'acqua e dei rifiuti (appena sopra il 23 per cento).

Numeri che, tra l'altro, in qualche modo ricalcano quelli provenienti da altre fonti di monitoraggio. È il caso di Openpolis che fissa la percentuale di spesa del Pnrr in Sicilia al 21 per cento, includendo però anche gli enti territoriali, ancora più in difficoltà rispetto alla Regione.

E così, il paradosso è servito. Il progetto per gli esperti Pnrr è stato un successo. La spesa del Pnrr, finora, è un flop.