5 gennaio 2026 - Aggiornato alle 04:00
×

Dopo l'operazione Usa

Venezuela: Delcy Rodriguez presidente ad interim. Dura condanna di Cina e Iran verso Trump e gli Usa

La Corte suprema di Caracas ha confermato la vicepresidente di Maduro come capo di Stato provvisorio: elezioni in 30 giorni. E Trump la preferirebbe alla premio Nobel Machado

Redazione La Sicilia

04 Gennaio 2026, 09:06

14:14

Venezuela: Delcy Rodriguez presidente ad interim. Dura condanna di Cina e Iran verso Trump e gli Usa

Delcy Rodriguez parla con alle spalle un ritratto di Hugo Chavez

In seguito all'attacco militare degli Stati Uniti in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro, lo scenario politico venezuelano subisce un immediato riassetto, mentre a livello internazionale si alzano le voci di condanna degli storici alleati di Caracas.

Per colmare il vuoto di potere, la Corte Suprema del Venezuela è intervenuta ordinando alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere la presidenza ad interim. I giudici hanno stabilito che la Rodriguez «assuma ed eserciti in qualità di responsabile tutte le attribuzioni, i doveri e i poteri inerenti alla funzione di presidente», con l'obiettivo prioritario di garantire la «continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione».

Tuttavia, la Corte ha mantenuto una linea di cautela legale: i giudici non hanno dichiarato Maduro "definitivamente decaduto". Questa distinzione è cruciale, poiché la decadenza definitiva avrebbe fatto scattare l'obbligo costituzionale di indire elezioni anticipate entro 30 giorni, scenario che per il momento le istituzioni venezuelane sembrano voler evitare.

Rodríguez avrebbe impressionato i funzionari di Donald Trump grazie alla sua gestione dell’industria petrolifera, cruciale per il Venezuela e questo li avrebbe convinti che possa essere una sostituta accettabile di Nicolas Maduro. Lo scrive il New York Times che cita persone coinvolte nelle discussioni. Secondo l'articolo gli intermediari avrebbero convinto l’amministrazione americana che Rodriguez avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani nel Paese.
«Seguo la sua carriera da molto tempo, quindi ho un’idea di chi sia e di cosa faccia», ha detto un alto funzionario statunitense, riferendosi a Rodríguez. «Non sto affermando che sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese, ma è certamente una persona con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare con lui», ha aggiunto il funzionario, riferendosi a Maduro.
Trump, spiega il Nyt, non aveva mai mostrato simpatia per la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado. Trump ieri ha fatto aperture a Rodríguez, affermando che a Machado manca il «sostegno» necessario per governare il Venezuela. Nonostante la condanna pubblica dell’attacco da parte di Rodríguez, un alto funzionario statunitense ha affermato che è troppo presto per trarre conclusioni sul suo approccio e che l'amministrazione rimane ottimista sulla possibilità di collaborare con lei. Rodríguez, ricorda il media americano, è riuscita a stabilizzare l’economia venezuelana dopo anni di crisi e ad aumentare lentamente ma costantemente la produzione di petrolio del Paese, nonostante l’inasprimento delle sanzioni statunitensi, un’impresa che le è valsa persino il rispetto, seppur riluttante, di alcuni funzionari americani.

Una donna venezuelana a Panama festeggia per la cattura di Maduro

Intanto proseguono le dure reazioni internazionali. La cattura di Maduro ha provocato una durissima reazione diplomatica da parte delle potenze avversarie degli USA. La Cina ha definito l'attacco una «chiara violazione del diritto internazionale». In una nota ufficiale, il Ministero degli Esteri di Pechino ha chiesto agli Stati Uniti di fermare il rovesciamento del governo, garantendo la sicurezza personale di Maduro e di sua moglie e procedendo al loro immediato rilascio.

Sulla stessa linea si è posizionato l'Iran. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, durante un colloquio telefonico con l'omologo venezuelano Yvan Eduardo Gil Pinto, ha condannato l'azione statunitense definendola un «rapimento» e un chiaro esempio di «terrorismo di Stato». Teheran considera l'operazione una violazione della sovranità venezuelana e ha ribadito il proprio sostegno al governo eletto. Dal canto suo, il ministro Pinto ha ringraziato l'Iran per la solidarietà, affermando la determinazione del Venezuela a difendere il proprio diritto all'autodeterminazione contro quelle che ha definito «politiche prepotenti e illegali» di Washington.

Mentre la tensione politica sale, sul fronte delle comunicazioni si registra l'intervento di Elon Musk. Starlink ha annunciato che fornirà servizi di banda larga gratuiti ai cittadini venezuelani fino al 3 febbraio. L'azienda statunitense, che opera tramite una rete di satelliti, ha promesso «connettività continua» al Paese.

La decisione di Starlink arriva in un contesto di forte instabilità digitale. I dati di Netblocks hanno confermato un'improvvisa perdita di connettività internet in diverse aree di Caracas, coincisa con interruzioni di corrente avvenute durante l'operazione militare americana. L'iniziativa di Musk si inserisce in un panorama complesso, dato che il governo di Maduro è noto per aver imposto in passato pesanti censure e blocchi a piattaforme come Facebook, YouTube e Instagram.