La liberazione
Trentini e Burlò sono tornati in Italia: ad accoglierli Meloni e Tajani
Il ministro degli Esteri: «Caracas mi ha avvertito prima del rilascio»
L'aereo partito da Caracas che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela, è atterrato all'aeroporto di Ciampino a Roma. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Ora non ci interessa quali eventualmente fossero le contestazioni, ci interessa che lui come altri cittadini italiani siano liberi, e che gli altri 42 italiani di doppio passaporto vengano rilasciati al più presto», ha affermato in un'intervista al Corriere della Sera, Antonio Tajani, parlando della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. «Maduro oggi non è più capo del Venezuela - aggiunge - ed è un fatto. Grazie dobbiamo dirlo sicuramente a tutte le istituzioni che non solo in questi giorni ma in questi mesi si sono adoperate. Tutti hanno tenuto rapporti, come si è fatto in passato per altri italiani, come con Cecilia Sala».
«Sicuramente - prosegue - vogliamo avere un dialogo con la signora Rodríguez, ma un processo di normalizzazione ha delle fasi. La prima è quella della stabilità, perché non si assista a una guerra civile in Venezuela. Poi viene la crescita e infine verrà il tempo della transizione». «La discrezione - prosegue Tajani dalle colonne de Il Messaggero - è il cuore della diplomazia. Noi abbiamo usato discrezione e massima condivisione. Infatti, la prima telefonata che ho fatto appena Trentini e Burlò sono stati rilasciati è stata con Giorgia Meloni. Ci eravamo sentiti domenica sera, appena il ministro degli Esteri venezuelano mi aveva annunciato l'imminente liberazione dei due italiani».
«Abbiamo deciso - conclude il ministro degli Esteri parlando a Il Resto del Carlino -, proprio dopo la liberazione di Trentini e Burlò, di ripristinare appieno le azioni diplomatiche con il Venezuela, perché fino a oggi, formalmente, c'era solo un incaricato d'affari. È un segnale di disponibilità a un rapporto più pieno, in risposta a un segnale positivo arrivato da Caracas. Adesso abbiamo ancora 42 italiani detenuti, italiani e italo-venezuelani. Quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. I detenuti politici sono 24, gli altri non sono politici. L'obiettivo è aumentare il numero delle liberazioni, una per una, con realismo e fermezza» conclude Tajani.

