Crisi in Iran, Trump: «Mi sono autoconvinto a non attaccare»
Il presidente ha anche ringraziato Teheran per aver bloccato le impiccagioni
«Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo». A dirlo è il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump e il riferimento è a non attaccare l’Iran in questi giorni caratterizzati dagli scontri sociali e agli atti di violenza del regime degli Ayatollah che avrebbe ucciso migliaia manifestanti. Il presidente americano lo ha detto parlando ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per la Florida, rispondendo a una domanda su ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno svolto nei giorno scorsi un ruolo di mediazione per cercare una soluzione diplomatica alla crisi iraniana. Trump ha dichiarato di essersi «convinto» da solo a rimandare un’azione militare contro l’Iran, in parte perché Teheran ha dichiarato di voler annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti detenuti.
Il presidente americano aveva del resto ringraziato la leadership dell’Iran dopo aver dichiarato che Teheran ha annullato le esecuzioni di centinaia di manifestanti arrestati durante la recente ondata di repressione. «Rispetto molto il fatto che tutte le impiccagioni programmate, che avrebbero dovuto aver luogo ieri (oltre 800), siano state annullate dalla leadership dell’Iran. Grazie!», ha scritto Trump sul proprio social network, Truth Social.
Le parole di Tajani, oggi a Catania in visita a "La Sicilia"
Della crisi in Iran si parla anche in Italia. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che oggi ha visitato la nuova redazione de "La Sicilia", ha detto poco dopo in un incontro di partito: «Le tensioni internazionali ci sono. La situazione è molto complicata, è complicata in Ucraina, è complicata in Iran, è complicata a Gaza, è complicata in Venezuela. Però noi abbiamo un compito, quello di lavorare per la pace, costruire un assetto internazionale che veda appunto la pace ed un occidente unito, perché l’Occidente significa la difesa della libertà, la difesa dello stato di diritto, la difesa dei valori fondanti della nostra civiltà, della nostra identità».
